Pagina:Tasso - Aminta, Manuzio, 1590.djvu/60: differenze tra le versioni

 
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Offender tu, ch’à te feo tanto honore?
Offender tu, ch’à te feo tanto honore?
Quinci con le ſue man le man le ſciolſe
Quinci con le ſue man le man le ſciolſe
In modo tal, che parea, che temeſſe
{{R|100}}In modo tal, che parea, che temeſſe
Pur di toccarle, e deſiaſſe inſieme:
Pur di toccarle, e deſiaſſe inſieme:
Si chinò poi, per islegarle i piedi:
Si chinò poi, per islegarle i piedi:
Ma, come Siluia in libertà le mani
Ma, come Siluia in libertà le mani
Si uide, diſſe in atto diſpettoſo:
Si vide, diſſe in atto diſpettoſo:
Paſtor, non mi toccar: ſon di Diana:
{{R|105}}Paſtor, non mi toccar: ſon di Diana:
Per me ſteſſa ſaprò ſciogliermi i piedi.</i>
Per me ſteſſa ſaprò ſciogliermi i piedi.</i>
{{pr2|Ch.}}<i>Hor tanto orgoglio alberga in cor di Ninfa?
{{pr2|Ch.}}<i>Hor tanto orgoglio alberga in cor di Ninfa?
Ahi, d’opra gratioſa ingrato merto.</i>
Ahi, d’opra gratioſa ingrato merto.</i>
{{pr2|Tir.}}<i>Ei ſi traſſe in disparte riuerente,
{{pr2|Tir.}}<i>Ei ſi traſſe in disparte riuerente,
Non alzando pur gli occhi per mirarla,
{{R|110}}Non alzando pur gli occhi per mirarla,
Negando à ſe medeſmo il ſuo piacere,
Negando à ſe medeſmo il ſuo piacere,
Per torre à lei fatica di negarlo.
Per torre à lei fatica di negarlo.
Io che m’era naſcoſo, e vedea il tutto,
Io che m’era naſcoſo, e vedea il tutto,
Et udia il tutto, allhor fui per gridare:
Et udia il tutto, allhor fui per gridare:
Pur mi ritenni. Hor odi strana coſa.
{{R|115}}Pur mi ritenni. Hor odi strana coſa.
Dopo molta fatica ella ſi ſciolſe;
Dopo molta fatica ella ſi ſciolſe;
E ſciolta à pena, ſenza dire, À Dio,
E ſciolta à pena, ſenza dire, À Dio,
À fuggir cominciò com’una cerua,
À fuggir cominciò com’una cerua,
E pur nulla cagione hauea di tema,
E pur nulla cagione hauea di tema,
Che l’era noto il rispetto d’Aminta.</i>
{{R|120}}Che l’era noto il rispetto d’Aminta.</i>
{{pr2|Ch.}}<i>Perche dunque fuggſſi?</i>{{spazi|5}}Tir.{{spazi|5}}<i>À la ſua fuga
{{pr2|Ch.}}<i>Perche dunque fuggiſſi?</i>{{spazi|5}}Tir.{{spazi|5}}<i>À la ſua fuga
Volſe l’obligo hauer, non à l’altrui
Volſe l’obligo hauer, non à l’altrui
Modeſto Amore.</i>{{spazi|5}}Ch.{{spazi|5}}<i>Et in queſt’anco è ingrata.</i>
Modeſto Amore.</i>{{spazi|5}}Ch.{{spazi|5}}<i>Et in queſt’anco è ingrata.</i>
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<section begin="v2" />{{pr1}}<poem>
<i>È con le piante il prezioso laccio?
Pianta crudel, potesti quel bel crine
Offender tu, ch’a te feo tanto onore?
Quinci con le sue man le man le sciolse
{{R|100}}In modo tal, che parea, che temesse
Pur di toccarle, e desiasse insieme:
Si chinò poi, per islegarle i piedi:
Ma, come Silvia in libertà le mani
Si vide, disse in atto dispettoso:
{{R|105}}Pastor, non mi toccar: son di Diana:
Per me stessa saprò sciogliermi i piedi.</i>
{{pr2|Ch.}}<i>Or tanto orgoglio alberga in cor di Ninfa?
Ahi, d’opra graziosa ingrato merto.</i>
{{pr2|Tir.}}<i>Ei si trasse in disparte riverente,
{{R|110}}Non alzando pur gli occhi per mirarla,
Negando a se medesmo il suo piacere,
Per torre a lei fatica di negarlo.
Io che m’era nascoso, e vedea il tutto,
Ed udia il tutto, allor fui per gridare:
{{R|115}}Pur mi ritenni. Or odi strana cosa.
Dopo molta fatica ella si sciolse;
E sciolta a pena, senza dire, A Dio,
A fuggir cominciò com’una cerva,
E pur nulla cagione avea di tema,
{{R|120}}Che l’era noto il rispetto d’Aminta.</i>
{{pr2|Ch.}}<i>Perché dunque fuggissi?</i>{{spazi|5}}Tir.{{spazi|5}}<i>A la sua fuga
Volse l’obligo aver, non a l’altrui
Modesto Amore.</i>{{spazi|5}}Ch.{{spazi|5}}<i>Ed in quest’anco è ingrata.</i>
</poem>{{pr3}}<section end="v2" />
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