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{{Pt|diche| prediche}} m’ajuto di quelle tragedie — e quanto al testo, la Cappadocia, il Ponto e l’Asia, la Frigia e la Pamfilia son ottimi testi quanto ogni altro della Scrittura<ref>Non va inteso, come pare alla prima nell’originale: ''ottimi testi quanto uno della Scrittura;'' perchè anzi queste parole si leggono negli atti degli Apostoli: ''Et qui habitant — Cappadociam, Pontum et Asiam, Phrygiam et Pamphyliam.'' Cap. {{Sc|ii}}. 9. 10. — E qui Yorik tende a deridere anche la povertà orgogliosissima del teatro franceae che non ha, come l’inglese, tragedie desunte dalla storia patria, le quali mostrano più opportanamente al popolo i vizj, le virtù e l’indole de’ suoi antenati.</ref>.
 
Evvi un opaco andito lungo, che dall’''opéra comique'' riesce a un vicolo angusto, calcato da que’ pochi che modestissimi aspettano un ''fiacre''<ref>Carrozze che si noleggiano a ora; sdruscite; strascinate da cavalli con orecchie sempre dimesse.</ref>, o che più volentieri tornano a casa in santa pace co’ loro piedi. A capo dell’andito attiguo al teatro {{Ec|vidi|vedi|274}} una candeluccia il cui raggio a mezzo l’andito si smarrisce tra l’ombre — ma vi sta per adornamento — - a imitazione delle stelle di{{Pt| mi-|}}
 
<ref follow="p210">cattedra col testo: «Disse il re Ezechìa al Profeta: Ho mostrati allo straniero i miei vasi d’oro, e le mie concubine; nè ho lasciato chiuso tesoro veruno della mia casa. Disse il Profeta: Tu hai operato da stolto.« {{Tc|Isaia (Diodati 1821)|Isaia}} [[Isaia (Diodati 1821)/capitolo 39|{{Sc|xxxix}}]]. — Vedi lettere di Sterne.</ref>
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