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« In vece d’un orto, trovai un giardino non meno singolare nel suo genere; rinchiudeva esso aiuole spaziose inaffiate non colla medesima profusione del precedente, ma con maggior economia per non somministrare a ciascun fiore più acqua che non abbisognasse. La rosa, il gelsomino, la viola, il narciso, il giacinto, l’anemone, il tulipano, il ranuncolo, il giglio, ed un’infinità d’altri fiori che negli altri luoghi sbucciano in tempi diversi, colà schiudevano i loro calici tutti in una volta; non v’era cosa più balsamica dell’aria che si respirava in quel giardino.
 
« In vece d’un orto, trovai un giardino non meno singolare nel suo genere; rinchiudeva esso aiuole spaziose inaffiate non colla medesima profusione del precedente, ma con maggior economia per non somministrare a ciascun fiore più acqua che non abbisognasse. La rosa, il gelsomino, la viola, il narciso, il giacinto, l’anemone, il tulipano, il ranuncolo, il giglio, ed un’infinità d’altri fiori che negli altri luoghi sbucciano in tempi diversi, colà schiudevano i loro calici tutti in una volta; non v’era cosa più balsamica dell’aria che si respirava in quel giardino.
   
« Aperta la terza porta, trovai una vastissima uccelliera, lastricata di marmo a vari colori, del più fino e meno comune, colla gabbia di sandalo e di legno d’aloè, che racchiudeva un’infinità di usiganoli,
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« Aperta la terza porta, trovai una vastissima uccelliera, lastricata di marmo a vari colori, del più fino e meno comune, colla gabbia di sandalo e di legno d’aloè, che racchiudeva un’infinità di usignuoli,
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