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pure sovente di parole greche, non mi sembran bastevoli a dimostrare ch’ei sapesse di greco; poichè de’ primi ei potea parlare per fama, e potea aver trovate le seconde presso altri scrittori. {{AutoreCitato|Francesco da Buti|Francesco da Buti}}, che nello stesso secolo XIV comentò Dante, racconta (V. ''Mem. della Vita di Dante''. §.8.) che questi essendo ancor giovane si fece frate nell’Ordine de’ Minori, ma che prima di farne la professione, ne depose l’abito; la qual circostanza però non si accenna da verun altro scrittore della Vita di Dante.
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pure sovente di parole greche, non mi sembran bastevoli a dimostrare ch’ei sapesse di greco; poichè de’ primi ei potea parlare per fama, e potea aver trovate le seconde presso altri scrittori. {{AutoreCitato|Francesco di Bartolo|Francesco da Buti}}, che nello stesso secolo XIV comentò Dante, racconta (V. ''Mem. della Vita di Dante''. §.8.) che questi essendo ancor giovane si fece frate nell’Ordine de’ Minori, ma che prima di farne la professione, ne depose l’abito; la qual circostanza però non si accenna da verun altro scrittore della Vita di Dante.
   
 
Mentre in tal maniera coltivava Dante il fervido e penetrante ingegno, di cui la natura aveagli fatto dono, ei volle ancora servir la patria coll’armi, e trovossi a due battaglie, una contro gli Aretini nel 1289, l’altra nel 1290 contro i Pisani (ib.), e nell’anno seguente prese in sua moglie Gemma di Manetto de’ Donati (ib.§.9). {{AutoreCitato|Leonardo Bruni|Leonardo Bruni}}, nella sua sua {{TestoCitato|Della vita, studi e costumi di Dante|Vita di Dante}}, dice generalmente, che ''fu adoperato nella Repubblica assai''. Le quali parole più ampiamente si spiegano da {{AutoreCitato|Mario Filelfo|Mario Filelfo}}, citato dal Pelli (ib.), col dire ch’ei sostenne in nome de’ Fiorentini quattordici ambasciate, cioè a’ Sanesi per regolamento de’ confini, a’ Perugini per liberare alcuni suoi concittadini che ivi eran prigioni, a’ Veneziani per istringer con essi alleanza, al re di <noinclude>Na-</noinclude>
 
Mentre in tal maniera coltivava Dante il fervido e penetrante ingegno, di cui la natura aveagli fatto dono, ei volle ancora servir la patria coll’armi, e trovossi a due battaglie, una contro gli Aretini nel 1289, l’altra nel 1290 contro i Pisani (ib.), e nell’anno seguente prese in sua moglie Gemma di Manetto de’ Donati (ib.§.9). {{AutoreCitato|Leonardo Bruni|Leonardo Bruni}}, nella sua sua {{TestoCitato|Della vita, studi e costumi di Dante|Vita di Dante}}, dice generalmente, che ''fu adoperato nella Repubblica assai''. Le quali parole più ampiamente si spiegano da {{AutoreCitato|Mario Filelfo|Mario Filelfo}}, citato dal Pelli (ib.), col dire ch’ei sostenne in nome de’ Fiorentini quattordici ambasciate, cioè a’ Sanesi per regolamento de’ confini, a’ Perugini per liberare alcuni suoi concittadini che ivi eran prigioni, a’ Veneziani per istringer con essi alleanza, al re di <noinclude>Na-</noinclude>
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