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I quattro rovesci, de’ quali s’è parlato, non sono i soli della medaglia, che il {{AutoreCitato|Girolamo Gualdo|Gualdo}} dichiara lavoro del Vellano. L’Armand ne descrive altri tre. L’uno porta, chiusa in una corona, la leggenda, in cui si commemora: '''IACOBYS • COTTIFREDVS • ROMANVS • PHISICVS • EIVSDEM • SVFFRAGIO • HAS AEDES • A • FVNDAMENTIS • EREXIT'''. Il Gottifredi era primo medico di Paolo, col cui assenso aveva fabbricata la sua casa in piazza Navona; casa, demolita il 1692 nel luogo, ove sorge la Chiesa di Sant’Agnese. La medaglia fu anzi scoperta in quel sito e in quell’anno<ref>Idem, Tom. II. pag. 82. n. 11. Tom. III. pag. 163. e. — {{Sc|{{AutoreCitato|Pompeo Litta Biumi|Litta}}}}, op. e loc. cit., n. 12.</ref>. L’altro rovescio è identico a quello della leggenda: '''AVDIENTIA • PVBLICA • PONT • MAX'''. Non varia che in quest’ultima, sostituendo visi: '''CONSISTORIVM • PVBLICVM''' <ref>{{Sc|Armand}}. Tomo n, pag. 82, n. 10. — ''Trésor de Numismatique''. I, fasc. XXIII.</ref>. Il terzo reca, come quello in memoria del Gottifredi, la sola scritta entro una corona. Vi si legge cioè: '''ANNO • CHRISTI • MCCCCLXX • HAS • AEDES • CONDIDIT'''<ref>Armand. Tomo II, pag. 88, n. 16. — {{Sc|Litta}}, op. e loc. cit., n. 9.</ref>. Che questi tre rovesci possano essere, come gli altri, opera del Vellano, non è cosa, che si voglia né asserire, né negare. Potrebbesi anche pensare che al diritto del Vellano, conservato nella zecca pontificia, si adattassero all’occorrenza i nuovi rovesci lavorati per mano d’altri artefici. E tali vorrebbero credersi forse i due dalle corone con entrovi le leggende. Del Vellano sarebbe a riputarsi piuttosto il rovescio con la leggenda: '''CONSISTORIVM PVBLICVM'''. Lo esige l’identità della storia con l’altro dalla leggenda: '''AVDIENTIA • PVBLICA • PONT • MAX •'''<ref>Armand. Tomo II, pag. 33.</ref>.
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I quattro rovesci, de’ quali s’è parlato, non sono i soli della medaglia, che il {{AutoreCitato|Girolamo Gualdo|Gualdo}} dichiara lavoro del Vellano. L’{{AutoreCitato|Alfred Armand|Armand}} ne descrive altri tre. L’uno porta, chiusa in una corona, la leggenda, in cui si commemora: '''IACOBYS • COTTIFREDVS • ROMANVS • PHISICVS • EIVSDEM • SVFFRAGIO • HAS AEDES • A • FVNDAMENTIS • EREXIT'''. Il Gottifredi era primo medico di Paolo, col cui assenso aveva fabbricata la sua casa in piazza Navona; casa, demolita il 1692 nel luogo, ove sorge la Chiesa di Sant’Agnese. La medaglia fu anzi scoperta in quel sito e in quell’anno<ref>Idem, Tom. II. pag. 82. n. 11. Tom. III. pag. 163. e. — {{Sc|{{AutoreCitato|Pompeo Litta Biumi|Litta}}}}, op. e loc. cit., n. 12.</ref>. L’altro rovescio è identico a quello della leggenda: '''AVDIENTIA • PVBLICA • PONT • MAX'''. Non varia che in quest’ultima, sostituendo visi: '''CONSISTORIVM • PVBLICVM''' <ref>{{Sc|{{AutoreCitato|Alfred Armand|Armand}}}}. Tomo n, pag. 82, n. 10. — ''Trésor de Numismatique''. I, fasc. XXIII.</ref>. Il terzo reca, come quello in memoria del Gottifredi, la sola scritta entro una corona. Vi si legge cioè: '''ANNO • CHRISTI • MCCCCLXX • HAS • AEDES • CONDIDIT'''<ref>Armand. Tomo II, pag. 88, n. 16. — {{Sc|Litta}}, op. e loc. cit., n. 9.</ref>. Che questi tre rovesci possano essere, come gli altri, opera del Vellano, non è cosa, che si voglia né asserire, né negare. Potrebbesi anche pensare che al diritto del Vellano, conservato nella zecca pontificia, si adattassero all’occorrenza i nuovi rovesci lavorati per mano d’altri artefici. E tali vorrebbero credersi forse i due dalle corone con entrovi le leggende. Del Vellano sarebbe a riputarsi piuttosto il rovescio con la leggenda: '''CONSISTORIVM PVBLICVM'''. Lo esige l’identità della storia con l’altro dalla leggenda: '''AVDIENTIA • PVBLICA • PONT • MAX •'''<ref>Armand. Tomo II, pag. 33.</ref>.
   
 
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