Differenze tra le versioni di "Annali (Tacito)/I"

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Rude volte discende per li rami
 
l’ umana probitate ; e questo vuole ’ Quei che la dà, perchè da lui si chiami.</ref>, ma innocente. Fece Germanico, nato di Druso, generale delle otto legioni in sul Reno, e adottarlo da Tiberio, che pure aveva un figliuolo già grande ; ma si volle senza dubbio rincalzare da più lati. In quel tempo non ci restava guerra che coi Germani, più per iscancellare la vergogna del perduto esercito sotto Quintilio Varo, che per imperio allargare, o altro degno pro. La città era quieta ; riteneva dei magistrati i nomi ; i giovani erano nati dopo la vittoria d’Azio<ref> (2) Gli antichi nostri , meno di noi del corretto scrivere curiosi avrebbono scritto Actio alla latina ; pochi de’ moderni, Attio , molti, Azzìo. A me pare, che come la lingua latina in gaza, oxymel, e altro, non raddoppia le doppie; cosi la volgar nostra non possa nè l’una nò 1’ altra nostra zeta mai raddoppiare ; perché essendo doppio per natura , composte o di TS come zazera, o DS come zizania , ciascuna ha il suono suo doppio, che verrebbe, raddoppiandola, rinquartato con quattro lettere consonanti insieme; che non le sofferà la nostra dolce pronunzia. In dette due voci non ha maggior suono, nè più forzata la Z seconda, benché tra due vocali, che la prima, chi non vuole cattivar l’orecchio, et dargli ad intendere ch’ ei pur senta quel che ei non sente. La cagione è, che la lingua tra i denti e’ 1 palato s’acconcia, e fa organo all’ uscente fiato nella stessa guisa al pronunziar la Z prima, che la seconda. Or se la pronunzia la Scrittura Segue, come ’l maestro fa il discente, il ballo il suono, il canto le note ; bisognerà per legger correttamente zazzera o zizzania metter quadruplicato fiato, rompersi una vena del petto, e scoppiare, o leggerle scorrettamente. Lodovico Martelli nella sua Lettera al Card. Ridolfl, ove egli delle aggiunte lettere alla lingua italiana trassina male il Trissino, non consente che si raddoppii mai questa lettera, per le ragioni quivi addotte. Prisciano di simil cose biasima i Romani, che essendo doppio il loro I consonante, lo raddoppiavano quando era tra due vocali, Majius, Pompejius, ed eran forzati nel genitivo a scrivere Mttiii, Pumpeiii; e piaceva tale errore a Cesare, e altri, come spesso a chi si diletta, per sostener sottigliezza, contrastare a natura. Ma senza dubbio, come le parole debbono esser ritratti, e non scorbj, de’ concetti dall’ animo ; così le lettere delle parole. Ma se il ritratto non somiglia, che vale ? I Franzesi parlano in un modo, scrivono in un altro : perchè quella lingua ( dice il Perionio ) ha origine dalla greca, conservatasi più "nella loro scrittura che nella favella. Così ritenevano i nostri antichi molta scrittura latina, philosophia, actione, letitia, optimo , pedo, annuntio. Meglio, secondo la pronunzia, scriviamo noi filosofia, azione, letizia , ottimo , petto, annunzio, perchè questa lingua, se ben nata della latina, è oggi allevata e si regge e va senza il carruccio o appoggio di quelle lettere che, non si pronunziando più, sono imbarazzo da levar via ; come le centine e 1’ armadura, quando la volta ha fatto presa. Finalmente la lingua volgare è latina scorretta ; la correzion sua passata in uso s.’ è convertita in sua naturale essenza ; contr’ alla quale il semidotto, che troppo vuole ortografizzare, cacografìzza come mettendo l’H dove ella non sji pronunzia, non si serve, e possiamo fare senz’ella; e come scrivendo ’a lo , de lo, fa. mi, de la bella, de la casa , d’Avanzatiy per allo , dello , fammi, della bella, della caia , Davanzati e simili, dividendo quello che in un sol corpo ha composto 1’ uso, che è fabbricata natura. Nè anche è bene rompersi { come alcuni ) i denti per proferire alla dotta la lingua greca ; ma 1’ uso della patria seguitaie. Potrebbonsi i due suoni delle nostre zete figurare con due lettere variate Z e z. Ma poichè il Trissino, e altri con ottime ragioni tentarono in vano di compiere il nostro manchevole abbici, che possiamo noi dire ? se non che Contro dell’ uso la ragione ha corte l’ali. Ma que’ valentuomini si possono consolare, poichè a Claudio imperadore non riuscì d’aiutare di tre lèttere il romano : anzi furono sì scacciale, che non ci rimane notizia se non del Digamma Eolico in alcune tavole. Maraviglia è bene che quest’uso, questo padrone del favellare e scrivere, abbia accettato molte lettere da’ maestri di scrivere stranamente variate, per ghiribizzoso tratteggiare; e non le necessità da’ grandi e scienziati uomini ritrovate o aggiunte alla nostra scrittura manchevole. Io per me ci aggiungerei gli accenti alla greca, per aiuto della pronunzia a chi legge. Ma quii ausit feli alligare tintinnabulum, poichè que’valentuomini ne furon uccellati ?
</ref> : i più dei vecchi per le guerre civili: e ohi v’era più che avesse Veduto repubblica?
 
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