Lettera a Filippo Tommaso Marinetti (22 febbraio 1909): differenze tra le versioni

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Dia dunque il prezzemolo ai pappagalli, mio caro signore; si affermi solo con l'audacia, la forza, la fede selvatica del suo cuor di poeta.
 
Sogni, si ribelli, si avventi a tutte le bastiglie del pensiero e della volontà, con l'odio e 1l'amore di cui la sua giovinezza è capace; ma non isdegni, per carità, 1'assistenza e la luce della Ragione.
 
Questo è l'augurio e la speranza del suo
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