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Dall’altro, il rimettere in circolo dà all’oggetto un senso proprio, autonomo, che ritorna cambiato al mittente, attraverso l’occhio dell’osservatore. Così, anche l’osservatore, specularmente dall’altra parte del processo di produzione, ha depositato la sua polvere, la sua umidità, il suo velo sull’oggetto. Così, infine, il lavoro del tempo, un lavoro sul tempo, assume un’aria — sì, un’aria — misteriosamente senza tempo.
 
Dall’altro, il rimettere in circolo dà all’oggetto un senso proprio, autonomo, che ritorna cambiato al mittente, attraverso l’occhio dell’osservatore. Così, anche l’osservatore, specularmente dall’altra parte del processo di produzione, ha depositato la sua polvere, la sua umidità, il suo velo sull’oggetto. Così, infine, il lavoro del tempo, un lavoro sul tempo, assume un’aria — sì, un’aria — misteriosamente senza tempo.
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Elio Grazioli<br />Milano, settembre 2010<section end="p14ita" />
 
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