Pagina:Scavo di miniere di piombo nella Valsassina.djvu/2: differenze tra le versioni

 
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{{xx-larger|D}}opo l’invenzione del fuoco, che per la sua importanza primordiale si disse divina, venne seguace l’arte di cavare e trattare i metalli, strumento indispensabile ed efficacissimo di civiltà, segno sicuro d’intelligenza, di ricchezza, di forza. Onde i popoli più civili si dipinsero dall’arte di produrre e lavorare i metalli, ed i Fenici che recarono all’Europa i primi semi di coltura, furono metallurgici per eccellenza, come ora sono gli Inglesi che rappresentano quelli ne’ tempi moderni. La squisita civiltà de’ Greci e de’ Romani ci è dimostrata dai lavori finissimi d’ogni maniera di metalli che sapeano condurre, e che restano ancora sparsi per l’aulico mondo, documento di loro prevalenza materiale e morale.
{{xx-larger|D}}opo l’invenzione del fuoco, che per la sua importanza primordiale si disse divina, venne seguace l’arte di cavare e trattare i metalli, strumento indispensabile ed efficacissimo di civiltà, segno sicuro d’intelligenza, di ricchezza, di forza. Onde i popoli più civili si distinsero dall’arte di produrre e lavorare i metalli, ed i Fenici che recarono all’Europa i primi semi di coltura, furono metallurgici per eccellenza, come ora sono gli Inglesi che rappresentano quelli ne’ tempi moderni. La squisita civiltà de’ Greci e de’ Romani ci è dimostrata dai lavori finissimi d’ogni maniera di metalli che sapeano condurre, e che restano ancora sparsi per l’antico mondo, documento di loro prevalenza materiale e morale.


In Italia, come è molto remota la civiltà, è vetusta la metallurgia; ed il venerando poeta ricorda come trenta secoli sono sulle coste della Calabria si cambiassero rame e ferro. Ma quando Roma convocò al banchetto della sua civiltà i vari popoli assisi sul Mediterraneo, volle allontanare dal seno della antica madre Italia lo spettacolo degli schiavi dannati allo scavo de’ metalli, ed occupare i fortunati abitanti di essa nelle arti più geniali o più libere; e però allora cessarono qui molti lavori metallurgici, preferendosi quelli delle provincie. Laonde, sebbene a’ tempi dell’impero romano fossero in Italia pochi scavi di miniere, pei fatti anteriori sapeano i Romani la potenza metallurgica di questa penisola, e {{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|Plinio}} in due luoghi recisamente asserì che l’Italia non la cede ad alcuna regione per la fecondità di tutti i metalli (''Italia metallorum omnium fertilitate nullis cedit terris — Nulla fecundior metallorum quoque erat tellus''). Ma soggiunge esserne sospesa l’escavazione per vecchio decreto del Senato inteso a risparmiare l’Italia (''vetere consulto Patruum, Italiae porci jubentium'').
In Italia, come è molto remota la civiltà, è vetusta la metallurgia; ed il venerando poeta ricorda come trenta secoli sono sulle coste della Calabria si cambiassero rame e ferro. Ma quando Roma convocò al banchetto della sua civiltà i vari popoli assisi sul Mediterraneo, volle allontanare dal seno della antica madre Italia lo spettacolo degli schiavi dannati allo scavo de’ metalli, ed occupare i fortunati abitanti di essa nelle arti più geniali o più libere; e però allora cessarono qui molti lavori metallurgici, preferendosi quelli delle provincie. Laonde, sebbene a’ tempi dell’impero romano fossero in Italia pochi scavi di miniere, pei fatti anteriori sapeano i Romani la potenza metallurgica di questa penisola, e {{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|Plinio}} in due luoghi recisamente asserì che l’Italia non la cede ad alcuna regione per la fecondità di tutti i metalli (''Italia metallorum omnium fertilitate nullis cedit terris — Nulla fecundior metallorum quoque erat tellus''). Ma soggiunge esserne sospesa l’escavazione per vecchio decreto del Senato inteso a risparmiare l’Italia (''vetere consulto Patruum, Italiae porci jubentium'').
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