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<section begin=1 /><!--{{ZbPagina|1676}}-->contiene tutte le assuefazioni, ed è il fondamento di tutte, vale a dire d’ogni nostra scienza e attitudine. Anche le materiali sono legate in gran parte colla memoria. Insomma siccome la memoria è essenzialmente assuefazione dell’intelletto, cosí può dirsi che tutte le assuefazioni dell’animale sieno quasi memorie proprie de’ respettivi organi che si assuefanno (11 settembre 1821). Vedi p. {{ZbLink|1697}}. principio. <section end=1 /><section begin=2 />{{ZbPagina|1677}}
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<section begin="1" /><!--{{ZbPagina|1676}}-->contiene tutte le assuefazioni ed è il fondamento di tutte, vale a dire d’ogni nostra scienza e attitudine. Anche le materiali sono legate in gran parte colla memoria. Insomma, siccome la memoria è essenzialmente assuefazione dell’intelletto, cosí può dirsi che tutte le assuefazioni dell’animale sieno quasi memorie proprie de’ respettivi organi che si assuefanno (11 settembre 1821). Vedi p. {{ZbLink|1697}}. principio. <section end="1" /><section begin="2" />{{ZbPagina|1677}}
   
   
{{ZbPensiero|1677/1}}I dolori negli uomini naturali sono vivissimi, come si vede dagli atti e dalle azioni ch’essi ispirano, e ispiravano agli antichi. Nondimeno si vede e si ammira negli uomini di campagna una somma difficoltà (non solo di conservare lungo tempo il dolore, che questa è propria naturalmente delle passioni veementissime) ma anche di concepirlo, e sentirlo vivamente, e togliersi dal loro stato di abituale insensibilità. Preparano i funerali delle loro mogli o figli, gli accompagnano alla chiesa, assistono alla loro sepoltura, ridono un momento dopo, ne parlano con indifferenza, di rado spargono qualche lacrima, benché se il dolore talvolta li coglie, esso sia tale qual dev’essere in persone poco lontane dalla natura. Né solo gli uomini di campagna, ma tutti coloro che appartengono alle classi indigenti o laboriose ec. dimostrano gli stessi effetti. Ciò manifesta la misericordia della natura, e dimostra che ella ha sibbene dato agli uomini naturali, vivissimi e frequentissimi e facilissimi piaceri, ma contuttoché gli abbia resi conseguentemente soggetti alla veemenza straordinaria <section end=2 /><section begin=3 />{{ZbPagina|1678}} del dolore, non però, come parrebbe che dovesse essere, gli ha assoggettati alla frequenza, nemmeno di un dolor moderato, e quale si prova sí spesso dagli uomini civili. Parte la rozzezza del loro cuore, e il nessuno sviluppo (o piuttosto analoga modificazione) delle facoltà produttrici del dolore, della sensibilità ec.;<section end=3 />
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{{ZbPensiero|1677/1}}I dolori negli uomini naturali sono vivissimi, come si vede dagli atti e dalle azioni ch’essi ispirano e ispiravano agli antichi. Nondimeno si vede e si ammira negli uomini di campagna una somma difficoltà non solo di conservare lungo tempo il dolore, che questa è propria naturalmente delle passioni veementissime, ma anche di concepirlo e sentirlo vivamente e togliersi dal loro stato di abituale insensibilità. Preparano i funerali delle loro mogli o figli, gli accompagnano alla chiesa, assistono alla loro sepoltura, ridono un momento dopo, ne parlano con indifferenza, di rado spargono qualche lacrima, benché, se il dolore talvolta li coglie, esso sia tale qual dev’essere in persone poco lontane dalla natura. Né solo gli uomini di campagna, ma tutti coloro che appartengono alle classi indigenti o laboriose ec. dimostrano gli stessi effetti. Ciò manifesta la misericordia della natura e dimostra che ella ha sibbene dato agli uomini naturali, vivissimi e frequentissimi e facilissimi piaceri, ma, contuttoché gli abbia resi conseguentemente soggetti alla veemenza straordinaria <section end="2" /><section begin="3" />{{ZbPagina|1678}} del dolore, non però, come parrebbe che dovesse essere, gli ha assoggettati alla frequenza, nemmeno di un dolor moderato e quale si prova sí spesso dagli uomini civili. Parte la rozzezza del loro cuore e il nessuno sviluppo (o piuttosto analoga modificazione) delle facoltà produttrici del dolore, della sensibilità ec.;<section end="3" />
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