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<section begin=1 /><!--{{ZbPagina|1991}}-->rispettivamente contrarie qualità de’ due sessi. In tutto questo però influisce l’abitudine de’ diversi individui (26 ottobre 1821).
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<section begin="1" /><!--{{ZbPagina|1991}}-->rispettivamente contrarie qualità de’ due sessi. In tutto questo però influisce l’abitudine de’ diversi individui (26 ottobre 1821).
   
   
{{ZbPensiero|1991/1}} Colui che imita la maniera di parlare, di gestire, ec. ec. usata da una persona ignota a colei a cui egli l’imita e la descrive, quando anche l’imitazione sia vivissima, ingegnosissima ec. non produce quasi nessun effetto né piacere; laddove un’imitazione assai men viva della stessa cosa, fatta a chi ne conosca bene il soggetto, riuscirà piacevolissima. Questo serva di regola ai poeti, ai pittori, ai comici, ec. ec. che esauriscono <section end=1 /><section begin=2 />{{ZbPagina|1992}} la loro vena imitativa (sia pur felicissima) nell’imitar cose ignote o poco note o niente familiari a’ lettori agli spettatori, o al piú de’ medesimi (26 ottobre 1821).
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{{ZbPensiero|1991/1}} Colui che imita la maniera di parlare, di gestire, ec. ec., usata da una persona ignota a colui a cui egli l’imita e la descrive, quando anche l’imitazione sia vivissima, ingegnosissima ec., non produce quasi nessun effetto né piacere; laddove un’imitazione assai men viva della stessa cosa, fatta a chi ne conosca bene il soggetto, riuscirà piacevolissima. Questo serva di regola ai poeti, ai pittori, ai comici, ec. ec. che esauriscono <section end="1" /><section begin="2" />{{ZbPagina|1992}} la loro vena imitativa (sia pur felicissima), nell’imitar cose ignote o poco note o niente familiari a’ lettori agli spettatori, o al piú de’ medesimi (26 ottobre 1821).
   
   
{{ZbPensiero|1992/1}} Alla p. {{ZbLink|1108}}. principio. Da ''quietus'' di ''quiescere ''abbiamo ''quietare'' e ''quietari'' non nell’uso degli antichi, ma nella testimonianza di {{AutoreCitato|Prisciano|Prisciano}}, il quale (l. 8. p. 799. Putsch). gli annovera tra quei verbi che suonano lo stesso nella voce attiva e nella passiva. Ne fa pur testimonianza il ''Quietator'' di due medaglie di Diocleziano, il qual nome non può venire che da ''quietatus'' part. pass. come tutti gli altri dello stesso genere. Or questi verbi il {{AutoreCitato|Egidio Forcellini|Forcellini}} gli spiega ''quietum facere pacare tranquillare''. E veramente questa è la significanza del nostro ''quietare, quetare, chetare, acquetare, acquietare, acchetare''. Nondimeno lo spagnuolo ''quedar'' che è tutt’uno con ''quietare'', come ''quedo'' <section end=2 /><section begin=3 />{{ZbPagina|1993}} aggettivo non è se non ''quietus'', e che da ''quietarsi, posarsi, fermarsi'', passò finalmente a significare, come oggi significa, ''restare'', dimostra che il latino ''quietare'' o ''quietari'' fu, se non presso gli scrittori, certo presso il volgo, un puro e manifesto continuativo di ''quiescere'', non solo nella forma, ma anche nella significazione. Gli spagnuoli hanno anche ''quietar'' nel {{pt|no-|nostro }}<section end=3 />
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{{ZbPensiero|1992/1}} Alla p. {{ZbLink|1108}}. principio. Da ''quietus'' di ''quiescere'' abbiamo ''quietare'' e ''quietari'' non nell’uso degli antichi, ma nella testimonianza di {{AutoreCitato|Prisciano|Prisciano}}, il quale (l. VIII. p. 799. Putsch). gli annovera tra quei verbi che suonano lo stesso nella voce attiva e nella passiva. Ne fa pur testimonianza il ''quietator'' di due medaglie di Diocleziano, il qual nome non può venire che da ''quietatus'' participio passato, come tutti gli altri dello stesso genere. Or questi verbi il {{AutoreCitato|Egidio Forcellini|Forcellini}} gli spiega ''quietum facere, pacare, tranquillare''. E veramente questa è la significanza del nostro ''quietare, quetare, chetare, acquetare, acquietare, acchetare''. Nondimeno lo spagnuolo ''quedar'', che è tutt’uno con ''quietare'', come ''quedo'' <section end="2" /><section begin="3" />{{ZbPagina|1993}} aggettivo non è se non ''quietus'', e che da ''quietarsi, posarsi, fermarsi'', passò finalmente a significare, come oggi significa, ''restare'', dimostra che il latino ''quietare'' o ''quietari'' fu, se non presso gli scrittori, certo presso il volgo, un puro e manifesto continuativo di ''quiescere'', non solo nella forma, ma anche nella significazione. Gli spagnuoli hanno anche ''quietar'' nel {{pt|no-|nostro }}<section end="3" />
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