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20. <section begin="20" />{{AutoreCitato|Cassio Dione Cocceiano|Dione}}, 52, 30.<section end="20" />
 
20. <section begin="20" />{{AutoreCitato|Cassio Dione Cocceiano|Dione}}, 52, 30.<section end="20" />
   
21. <section begin="21" />{{AutoreIgnoto|Fabretti}}, Inscr. dom. p. 528 n. 380: ''Mensurae ad exemplum earum quae in Capitolia sunt, auctore sanctissimo Caes. per regiones missae cur(ante) D. Simonio Iuliano praef. urbi v. c.'' L’incarico adunque di spedire questi esemplari spettava al ''Praefectus urbi''. Il {{AutoreIgnoto|Borghesi}} (Oeuvres, 3 p. 478) giudica che sia dell’epoca di Gordiano il bronzo che ci ha conservalo questa interessante notizia.<section end="21" />
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21. <section begin="21" />{{AutoreIgnoto|Fabretti}}, Inscr. dom. p. 528 n. 380: ''Mensurae ad exemplum earum quae in Capitolia sunt, auctore sanctissimo Caes. per regiones missae cur(ante) D. Simonio Iuliano praef. urbi v. c.'' L’incarico adunque di spedire questi esemplari spettava al ''Praefectus urbi''. Il {{AutoreCitato|Bartolomeo Borghesi|Borghesi}} (Oeuvres, 3 p. 478) giudica che sia dell’epoca di Gordiano il bronzo che ci ha conservalo questa interessante notizia.<section end="21" />
   
 
22. <section begin="22" />{{AutoreCitato|Luigi Bruzza|Bruzza}}. {{TestoAssente|Ant. iscriz. Vercell.}} p. 55, che dietro il {{AutoreCitato|Costanzo Gazzera|Gazzera}} o il {{AutoreCitato|Vincenzo Promis|Promis}} ha con molta dottrina illustrato la frammentaria iscrizione. Menzione di edifici, detti ''Ponderarii'', nei paghi si ha in {{AutoreIgnoto|Gruter}}. 1020, 10; Bulletin. dell’Instit. 1845 p. 132: {{AutoreIgnoto|Mommsen}}, Inscr. R. Neap. 5331; {{AutoreCitato|Giuseppe Allegranza|Allegranza}}, opusc. erudit. p. 227. Questi Ponderarii erano eretti anche da privati, con molta verisimiglianza dove la povertà de’ luoghi non comportava tali spese da parte del pubblico: nelle città i pesi e le misure, che doveano esser provveduti a carico dell’erario municipale, spesso lo erano a spese dei magistrati, come a Consa ({{AutoreIgnoto|Gruter}}. 225, 1; {{AutoreIgnoto|Orelli}} 3849), a Brescia ({{AutoreIgnoto|Henzen}} 7073), ad Ostia (Orelli 3882), a Benevento ({{AutoreCitato|Francesco Antonio Zaccaria|Zaccaria}}, {{TestoAssente|Stor. letteraria d’Ital.}} 8 p. 264), a Lanciano ({{AutoreCitato|Ludovico Antonio Muratori|Murat.}} 483, 9). Oltre ai campioni dei pesi nel Ponderano vi era anche una stadera, come si conosce da iscrizioni beneventane ({{AutoreCitato|Giovanni De Vita|De Vita}}, {{TestoAssente|Antich. Benev.}}<!--Antichità Beneventane--> p. 134) e da<section end="22" />
 
22. <section begin="22" />{{AutoreCitato|Luigi Bruzza|Bruzza}}. {{TestoAssente|Ant. iscriz. Vercell.}} p. 55, che dietro il {{AutoreCitato|Costanzo Gazzera|Gazzera}} o il {{AutoreCitato|Vincenzo Promis|Promis}} ha con molta dottrina illustrato la frammentaria iscrizione. Menzione di edifici, detti ''Ponderarii'', nei paghi si ha in {{AutoreIgnoto|Gruter}}. 1020, 10; Bulletin. dell’Instit. 1845 p. 132: {{AutoreIgnoto|Mommsen}}, Inscr. R. Neap. 5331; {{AutoreCitato|Giuseppe Allegranza|Allegranza}}, opusc. erudit. p. 227. Questi Ponderarii erano eretti anche da privati, con molta verisimiglianza dove la povertà de’ luoghi non comportava tali spese da parte del pubblico: nelle città i pesi e le misure, che doveano esser provveduti a carico dell’erario municipale, spesso lo erano a spese dei magistrati, come a Consa ({{AutoreIgnoto|Gruter}}. 225, 1; {{AutoreIgnoto|Orelli}} 3849), a Brescia ({{AutoreIgnoto|Henzen}} 7073), ad Ostia (Orelli 3882), a Benevento ({{AutoreCitato|Francesco Antonio Zaccaria|Zaccaria}}, {{TestoAssente|Stor. letteraria d’Ital.}} 8 p. 264), a Lanciano ({{AutoreCitato|Ludovico Antonio Muratori|Murat.}} 483, 9). Oltre ai campioni dei pesi nel Ponderano vi era anche una stadera, come si conosce da iscrizioni beneventane ({{AutoreCitato|Giovanni De Vita|De Vita}}, {{TestoAssente|Antich. Benev.}}<!--Antichità Beneventane--> p. 134) e da<section end="22" />
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