Differenze tra le versioni di "Brani di vita/Libro primo (Ricordi)/Ancora in biblioteca"

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Il raccoglitore non ha trascurato nulla, nemmeno le letterine d’augurio a capo d’anno ed ha fatto bene. In simil genere di collezioni l’abbondanza non è difetto e serve a far conoscere meglio l’uomo e l’età sua. Notisi per esempio, come il Muratori, pur tenendo per vana ed insulsa questa consuetudine delle lettere di cerimonia augurale, sforzato dalla convenienza, dovesse piegarsi, tuttochè riluttante, al noioso costume.
Ma è l’uomo vivo che balza fuori da questo epistolario, l’uomo operoso ed instancabile che non si lascia vincere nè dalla mala salute, nè dalle calunnie velenose; l’uomo che intercalava ad un’opera enorme di critica una letterina di affari, sempre equilibrato, sempre tranquillo e buono, persino con quel velenoso e rabbioso monsignor {{AutoreCitato|Giusto Fontanini|Fontanini}} che la Curia Romana gli scatenava addosso come un mastino feroce. Mirabile tempra d’uomo questo Muratori, che vedendo chiaramente l’ignoranza e la malizia dei preti e dei frati d’allora, ne toccò discretamente in qualche sfogo di queste lettere private, ma seppe così contenersi, che nessuna opera sua potè mai essere condannata da Roma ed è inutile il dire quanta voglia Roma ne avesse!
Ma questo epistolario offre un altro punto di riflessione.
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