Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/141: differenze tra le versioni

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<section begin=1 /><!--{{ZbPagina|3728}}-->maraviglia, perché son prettissime spagnuole. Queste o furon tolte dallo spagnuolo (forse per mezzo de’ provenzali ch’ebbero <section end=1 /><section begin=2 />{{ZbPagina|3729}} a fare coi catalani, ec. e ne presero e dieder loro voci e modi e poesia e stile e metri ec. ec.: vedi {{AutoreCitato|Juan Andrés|Andrès}}); o forse piú probabilmente vengono dalla comun fonte d’ambo gl’idiomi, o ciò fosse il latin volgare, o qualchessia altra delle tante secondarie che diedero de’ vocaboli alle nostre lingue, potendo essere che da una di queste le ricevesse sí l’Italia, come la Spagna indipendentemente l’una dall’altra. Per esempio; da’ provenzali ec. ec. Del resto lo stesso ci accade di vedere ne’ nostri antichi rispetto alle parole e frasi francesi ec. Ma quanto a queste le cagioni parte son note, parte l’ha spiegate Perticari nell’''Apologia''. Vedi p. {{ZbLink|3771}} e già fur propri italiani (senza esser punto presi dalla Spagna), indi passarono in disuso, mentre in Ispagna si conservano ancora: e chi sa che questa non li ricevesse originariamente dalla lingua italiana. Come che sia, tali voci (o frasi ec). appo i nostri antichi non hanno punto del forestiero, se non per chi sappia che or sono spagnuole, e sia avvezzo a sentirle, leggerle, parlarle nello spagnuolo, e di là le creda venute ec. ma per se stesse hanno tutta l’aria naturale.
<section begin=1 /><!--{{ZbPagina|3728}}-->maraviglia, perché son prettissime spagnuole. Queste o furon tolte dallo spagnuolo (forse per mezzo de’ provenzali ch’ebbero <section end=1 /><section begin=2 />{{ZbPagina|3729}} a fare coi catalani, ec. e ne presero e dieder loro voci e modi e poesia e stile e metri ec. ec.: vedi {{AutoreCitato|Juan Andrés|Andrès}}); o forse piú probabilmente vengono dalla comun fonte d’ambo gl’idiomi, o ciò fosse il latin volgare, o qualchessia altra delle tante secondarie che diedero de’ vocaboli alle nostre lingue, potendo essere che da una di queste le ricevesse sí l’Italia, come la Spagna indipendentemente l’una dall’altra. Per esempio; da’ provenzali ec. ec. Del resto lo stesso ci accade di vedere ne’ nostri antichi rispetto alle parole e frasi francesi ec. Ma quanto a queste le cagioni parte son note, parte l’ha spiegate {{AutoreCitato|Giulio Perticari|Perticari}} nell’''Apologia''. Vedi p. {{ZbLink|3771}} e già fur propri italiani (senza esser punto presi dalla Spagna), indi passarono in disuso, mentre in Ispagna si conservano ancora: e chi sa che questa non li ricevesse originariamente dalla lingua italiana. Come che sia, tali voci (o frasi ec). appo i nostri antichi non hanno punto del forestiero, se non per chi sappia che or sono spagnuole, e sia avvezzo a sentirle, leggerle, parlarle nello spagnuolo, e di là le creda venute ec. ma per se stesse hanno tutta l’aria naturale.


Molte ancora delle voci, frasi ec. spagnuole che si trovano ne’ cinquecentisti (e anche secentisti) italiani, ed ora son fuor d’uso, è probabilissimo che né allora fossero antiquate e prese da autori del trecento ec. ma usitate ancora (il che è facile a vedere, se ne’ trecentisti non si trovano, i quali erano forse meno <section end=2 /><section begin=3 />{{ZbPagina|3730}} studiati, (fuor de’ tre grandi) e certo in assai minor numero noti ed editi, che oggidí, sicché gli scrittori del cinquecento o seicento non potessero conoscerne quello che noi non ne conosciamo, anzi assai meno di noi); né fossero prese dallo spagnuolo, ma proprie e native italiane, benché alle spagnuole conformi affatto, ed oggi antiquate tra noi e non nello spagnuolo.<section end=3 />
Molte ancora delle voci, frasi ec. spagnuole che si trovano ne’ cinquecentisti (e anche secentisti) italiani, ed ora son fuor d’uso, è probabilissimo che né allora fossero antiquate e prese da autori del trecento ec. ma usitate ancora (il che è facile a vedere, se ne’ trecentisti non si trovano, i quali erano forse meno <section end=2 /><section begin=3 />{{ZbPagina|3730}} studiati, (fuor de’ tre grandi) e certo in assai minor numero noti ed editi, che oggidí, sicché gli scrittori del cinquecento o seicento non potessero conoscerne quello che noi non ne conosciamo, anzi assai meno di noi); né fossero prese dallo spagnuolo, ma proprie e native italiane, benché alle spagnuole conformi affatto, ed oggi antiquate tra noi e non nello spagnuolo.<section end=3 />