Pagina:La secchia rapita.djvu/274: differenze tra le versioni

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<small>assediata da Marc’Antonio con tanta strettezza, che non ne poteva uscire uomo alcuno, furono mandate fuori colombe con le lettere al collo, che furono cagione, che il senato romano affrettasse il soccorso. Salviani.</small>
<section begin=6 />assediata da Marc’Antonio con tanta strettezza, che non ne poteva uscire uomo alcuno, furono mandate fuori colombe con lettere al collo, che furono cagione, che il senato romano affrettasse il soccorso. Salviani.<section end=6 />


S<small>T.</small> LXX. <small>Santa Nafissa, o per dir meglio Nafissa, fu Maomettana; e per aver condotta una vita incolpabile, e per vantar parentela con Maometto istesso, è riverita da’Maomettani per Santa, ed il suo sepolcro si onora nell’antica città di ''Mifrultheich'' non molto lungi dal Cairo.</small>
{{Sc|St. LXX.}} <section begin=7 />Santa Nafissa, o per dir meglio Nafissa, fu Maomettana; e per aver condotta una vita incolpabile, e per vantar parentela con Maometto istesso, è riverita da’ Maomettani per Santa, ed il suo sepolcro si onora nell’antica città di ''Mifrultheich'' non molto lungi dal Cairo.<section end=7 />




{{Centrato|{{xx-larger|CANTO SETTIMO.}}}}
{{Centrato|{{larger|CANTO SETTIMO.}}}}




S<small>TANZA</small> XI. <small>''Sottobecco'', vocabolo aggiunto dal Tassoni alla Crusca nelle sue postille: ''Sottobecco è quando altri percuote all’insù nella bocca, nel mento e nel naso.''</small>
{{Sc|Stanza XI.}} <section begin=1 />''Sottobecco'', vocabolo aggiunto dal Tassoni alla Crusca nelle sue postille: ''Sottobecco è quando altri percuote all’insù nella bocca, nel mento e nel naso.''<section end=1 />


S<small>T.</small> XVI. <small>Nel Poema dell’innamorato d’Orlando si legge, che combattendo quel Paladino col re Agricane, e vedendo quel barbaro i suoi che fuggivano, pregò Orlando che glieli lasciasse rimettere in battaglia, che poi ritornerebbe a duellare con lui; e Orlando se ne contentò. Ma qui Voluce dice che Orlando è morto, e non è più quel tempo. Salviani.</small>
{{Sc|St. XVI.}} <section begin=2 />Nel Poema dell’innamorato d’Orlando si legge, che combattendo quel Paladino col re Agricane, e vedendo quel barbaro i suoi che fuggivano, pregò Orlando che glieli lasciasse rimettere in battaglia, che poi ritornerebbe a duellare con lui; e Orlando se ne contentò. Ma qui Voluce dice che Orlando è morto, e non è più quel tempo. Salviani.<section end=2 />


S<small>T.</small> XVII. <small>''Brumesto'', o ''Brumasto'' si dice d’alcuna sorta d’uva grossa e assai dura. Qui s’applica alle nespole.</small>
{{Sc|St. XVII.}} <section begin=3 />''Brumesto'', o ''Brumasto'' si dice d’alcuna sorta d’uva grossa e assai dura. Qui s’applica alle nespole.<section end=3 />


S<small>T.</small> XXI. <small>''Tornesi'', monete d’oro e d’argento, così dette, perchè si battevano a ''Tours'' città della Francia. ''Tournois''.
{{Sc|St. XXI.}} <section begin=4 />''Tornesi'', monete d’oro e d’argento, così dette, perchè si battevano a ''Tours'' città della Francia. ''Tournois.''<section end=4 />


Un tal principe Greco, che si vantava della stirpe di Costantino Magno, andava pescando i balordi per le città d’Italia, e mostrava privilegi di carta pecora vecchia, e veggendo l’ambizione degl’Italiani dava loro titoli e croci a diccine senza risparmio per ogni minima mercede. Onde molti si trovarono cavalieri e conti per una forma di cacio, o per un salame, o per un prosciutto; e a Ferrara fe’gran profitto, dove infeudò le terre del Turco. Salviani.
{{Nbsp|3}}<section begin=5 />Un tal principe Greco, che si vantava della stirpe di Costantino Magno, andava pescando i balordi per le città d’Italia, e mostrava privilegi di carta pecora vecchia, e veggendo l’ambizione degl’Italiani dava loro titoli e croci a diccine senza risparmio per ogni minima mercede. Onde molti si trovarono cavalieri e conti per una forma di cacio, o per un salame, o per un prosciutto; e a Ferrara fe’ gran profitto, dove infeudò le terre del Turco. Salviani.<section end=5 />


Quel ''tal Signore'' fu un certo Giovann’Andrea, che si diceva discendente dalla famiglia Commena. Era principe di Macedonia, e gran maestro dell’ordine imperiale costantiniano di S. Giorgio.</small>
{{Nbsp|2}}<section begin=6 />Quel ''tal Signore'' fu un certo Giovann’ Andrea, che si diceva discendente dalla famiglia Commena. Era principe di Macedonia, e gran maestro dell’ordine imperiale costantiniano di S. Giorgio.<section end=6 />


S<small>T.</small> XXII. <small>Lo ''Sparviere'', lo ''Smeriglio'' ed il ''Terzuolo'' sono uccelli di rapina.</small>
{{Sc|St. XXII.}} <section begin=7 />Lo ''Sparviere'', lo ''Smeriglio'' ed il ''Terzuolo'' sono uccelli di rapina.<section end=7 />


S<small>T.</small> XXXVII. <small>Giove secondo Tolomeo è motore del sesto Pianeta, che dal Tassoni è qui per lepidezza chiamato ''lanterna'', come alla st.72 di questo medesimo Canto le stelle son dette ''lampade del cielo''.</small>
{{Sc|St. XXXVII.}} <section begin=8 />Giove secondo Tolomeo è motore del sesto Pianeta, che dal Tassoni è qui per lepidezza chiamato ''lanterna'', come alla st. 72 di questo medesimo Canto le stelle son dette ''lampade del cielo.''<section end=8 />
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