Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/202: differenze tra le versioni

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Il medesimo ragionamento dovremmo ripetere per l’altro bronzo colla leggenda '''SECVRITAS''', la cui figura {{AutoreCitato|Henry Cohen|Cohen}} interpreta dubitativamente per Elena per la Sicurezza, mentre questa seconda interpretazione non è per nulla giustificata dal tipo. Il piccolo bronzo d’Elena ci offre una figura femminile che tiene un ramo; ma ognuno sa come la Sicurezza sia sempre ben altrimenti rappresentata. L’apparizione del nuovo bronzo colla medesima figura e la leggenda '''SPES''' rinforza l’argomentazione e ci persuade ancora una volta che il tipo non è la personificazione della deità annunciata nella leggenda. Date dunque le leggende '''SECVRITAS''', '''SALVS''' e '''SPES REIPVBLICAE''' non rispondenti oggettivamente ai tipi rispettivi, così nelle monete d’Elena come in quelle di Fausta, parrebbe ovvia e naturale la seguente interpretazione. La '''SECVRITAS''' della Repubblica, ossia dell’Impero, era nelle mani e nella persona d’Elena madre dell’imperatore Costantino rappresentata coll’attributo di pace (il ramo d’ulivo); la '''SALVS''' e la '''SPES''' dell’impero erano particolarmente nelle mani e nella persona di Fausta moglie di Costantino e madre dei figli, che dovevano continuarne l’impero.
Il medesimo ragionamento dovremmo ripetere per l’altro bronzo colla leggenda '''<span style=font-family:sans-serif;>SECVRITAS</span>''', la cui figura {{AutoreCitato|Henry Cohen|Cohen}} interpreta dubitativamente per Elena per la Sicurezza, mentre questa seconda interpretazione non è per nulla giustificata dal tipo. Il piccolo bronzo d’Elena ci offre una figura femminile che tiene un ramo; ma ognuno sa come la Sicurezza sia sempre ben altrimenti rappresentata. L’apparizione del nuovo bronzo colla medesima figura e la leggenda '''<span style=font-family:sans-serif;>SPES</span>''' rinforza l’argomentazione e ci persuade ancora una volta che il tipo non è la personificazione della deità annunciata nella leggenda. Date dunque le leggende '''<span style=font-family:sans-serif;>SECVRITAS</span>''', '''<span style=font-family:sans-serif;>SALVS</span>''' e '''<span style=font-family:sans-serif;>SPES REIPVBLICAE</span>''' non rispondenti oggettivamente ai tipi rispettivi, così nelle monete d’Elena come in quelle di Fausta, parrebbe ovvia e naturale la seguente interpretazione. La '''<span style=font-family:sans-serif;>SECVRITAS</span>''' della Repubblica, ossia dell’Impero, era nelle mani e nella persona d’Elena madre dell’imperatore Costantino rappresentata coll’attributo di pace (il ramo d’ulivo); la '''<span style=font-family:sans-serif;>SALVS</span>''' e la '''<span style=font-family:sans-serif;>SPES</span>''' dell’impero erano particolarmente nelle mani e nella persona di Fausta moglie di Costantino e madre dei figli, che dovevano continuarne l’impero.


Un esame comparativo poi delle monete di Elena con quelle di Fausta ci persuaderà che il tipo della donna col ramo è Elena, mentre il tipo della donna coi due bambini è Fausta coi figli Costantino II e Costanzo II, anche quando si trova sulle monete d’Elena.
Un esame comparativo poi delle monete di Elena con quelle di Fausta ci persuaderà che il tipo della donna col ramo è Elena, mentre il tipo della donna coi due bambini è Fausta coi figli Costantino II e Costanzo II, anche quando si trova sulle monete d’Elena.


Difatti, se dai piccoli bronzi di Elena Augusta comunemente conosciuti e descritti da {{AutoreCitato|Henry Cohen|Cohen}}, togliamo quello colla leggenda '''PIETAS ROMANA''', il quale, come abbiamo veduto, è un quinario postumo, e
Difatti, se dai piccoli bronzi di Elena Augusta comunemente conosciuti e descritti da {{AutoreCitato|Henry Cohen|Cohen}}, togliamo quello colla leggenda '''<span style=font-family:sans-serif;>PIETAS ROMANA</span>''', il quale, come abbiamo veduto, è un quinario postumo, e