Sonetti romaneschi/La ggiustizzia der Monno

La ggiustizzia der Monno

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Un conzijjo da amico La morte der zor Meo

 
     La ggiustizzia è pp’er povero, Crestina. 1
Le condanne pe llui sò ssempre pronte.
Sai la miseria che ttiè scritto in fronte?
Questa è ccarne da bboja; e cc’indovina.
              5
     N’averò vvisti annà a la ghijjottina
da venti o ttrenta, tra er Popolo e Pponte. 2
Ce fussi stato un cavajjere, un conte,
un monziggnore, una perzona fina!
              
     Quantunque, fijja, a rripenzacce3 sopra,
10povero Papa, nun ha ttanto torto
si co cquelli er marraccio4 nu l’addopra.
              
     Forzi5 lui voría fajjela6 la festa;
ma bbuttería la spesa de straporto: 7
se pò gghijjottinà cchi nun ha ttesta?


8 aprile 1835


Note

  1. Cristina.
  2. Piazze sulle quali sino agli ultimi anni si è eseguita la giustizia. Ora le esecuzioni han luogo in Via de Cerchi, che corre parallela al lato esterno settentrionale dell’antico Circo Massimo, nella valle fra l’Aventino e il Palatino, bagnata una volta dal Velabro maggiore. Ed ivi ben conviene la punizione de’ misfatti dove fu da’ Romani compiuto il primo delitto: il ratto delle Sabine.
  3. Ripensarci.
  4. Scure.
  5. Forse.
  6. Fargliela.
  7. Trasporto.