Sonetti romaneschi/La ggiustizzia de Gammardella

La ggiustizzia de Gammardella

../Er ricordo I ../La proferta IncludiIntestazione 18 aprile 2010 75% Sonetti

Er ricordo I La proferta

 
     Cuanno che vvedde1 che a scannà un busciardo
Gammardella ebbe torto cor governo,
nun vorze un cazzo convertisse;2 e ssardo 3
morse4 strillanno vennetta abbeterno. 5
              5
     Svortato6 allora er beato Leonardo 7
a le ggente che tutti lo vederno, 8
disse: «Popolo mio, pe sto ribbardo 9
nun pregate piú Iddio: ggià sta a l’inferno».
              
     Ebbè, cquelle du’ chiacchiere intratanto
10j’hanno incajjato un pezzo de proscesso
che sse stampava pe ccreallo santo.
              
     L’avocato der diavolo10 fa er fesso 11
co sti rampini;12 ma ppò ddí antrettanto, 13
s’ha da santificà ffussi14 de ggesso!


Terni, 30 settembre 1830 - De Pepp’er tosto


Note

  1. Vide.
  2. Non volle affatto convertirsi.
  3. Saldo.
  4. Morì.
  5. In eterno.
  6. Rivolto.
  7. Il beato Leonardo da Porto Maurizio.
  8. Videro.
  9. Ribaldo.
  10. Così chiamasi l’Avvocato che impugna, ecc.
  11. Il duro.
  12. Cavilli.
  13. Può dire enziandio altrettanto.
  14. Fosse.