Sonetti romaneschi/La Providenza

La Providenza

../Er pizzico ../Ce sò incappati! IncludiIntestazione 30 aprile 2010 75% Sonetti

Er pizzico Ce sò incappati!

 
     È un ber dí1 cc’a sto Monno sce vò2 ssorte
si nun l’hanno antro3 che bbaron futtuti.
Er cristiano ha da dí: «Che Ddio sciaggliuti 4
e cce pôzzi5 scampà dda mala morte».
              5
     Io te l’ho appredicato tante vorte
c’a st’ora lo direbbeno li muti.
Ma ttu, ppe ggrattà er culo6 a sti saputi,
sce schiaffi in cammio7 «S’Iddio-vô-e-la-corte». 8
              
     Sò ccazzi:9 cquaggiù ttutto è ppremissione10
10der Zignore sortanto, e nnun ze move
fojja che Ddio nun vojja,11 in concrusione.
              
     Abbasta d’avé ffede e ddevozzione;
e ppoi fa’ ttirà vvento e llassa piove. 12
S’Iddio serra ’na porta, opre un portone.13


Terni, 29 settembre 1830 - De Pepp’er tosto


Note

  1. È un bel dire.
  2. Ci vuole.
  3. Altro.
  4. Ci aiuti.
  5. Ci possa.
  6. Per lusingare.
  7. Ci metti invece.
  8. Se Iddio vuole e la corte (cioè i birri): riserva naturalissima in chi va soggetto a due influenze, quella del Cielo cioè, e quella del delitto che fa precaria la sua libertà.
  9. Sono ridicolezze; è inutile.
  10. Permissione.
  11. Non voglia.
  12. Lascia piovere.
  13. Proverbio.