Sonetti romaneschi/Er mariggnano

Er mariggnano

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La bbella Ggiuditta Er servitor-de-piazza ciovile

 
     Ah Scariotto che pporti pe strapazzo
la bbanniera2 de Cristo ar cudicuggno, 3
c’hai de pietra4 er coggnome com’er gruggno,
botte de furberia sscerta5 in ner mazzo;
              5
     aringrazzia er tu’ Ddio, faccia de cazzo,
aricacchio6 d’un fijjo de bburzugno, 7
si ccor zugo de fior de tuttopuggno
nun t’hanno tinto er muso pavonazzo.
              
     Strappete da le spalle quella vesta,
10levete da la gola er collarino,
e rrapete la chirica8 da testa:
              
     perché la riverea d’un assassino
deggno de scelebbrà ll’urtima festa,
è una coppola, un zacco e uno strozzino.

15 Nu la pijjà cco Nnino: 9
ma, ssi10 me vôi conossce, viè a bbottega,
e llí cce troverai chi sse ne frega.


Roma, 20 ottobre 1831


Note

  1. Melanzana, per «prelato».
  2. Mantelletto da prete.
  3. Cudicugno: vestito.
  4. Monsignor Di Pietro.
  5. Scelta.
  6. Germoglio.
  7. Zotico, villano.
  8. Ràditi la chierica.
  9. Giovannino. Questo sonetto fu scritto e mandato a Giovanni Giraud dopo la pubblicazione che fece egli di uno scritto contro Monsignor Di Pietro, per un tradimento da lui ricevuto in un affare di appalto di neve.
  10. Se.