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PARTE TERZA CAPITOLO VI
§.6. Perfetta Idea di tutte le cose

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Prima che fosse creato il Mondo non vi era cosa alcuna, se non un merissimo vacuo, anzi un purissimo niente, fuor che Dio ottimo massimo, che senza le creature, essendo Beatissimo e sufficentissimo a se stesso, hebbe fin dall’eternità e ha fino al presente ancora in se stesso così perfetta Idea di tutte le cose, che non si può nel suo divino intelletto e volontà desiderar cosa alcuna per minima che sia. E conforme a questa Idea dell’intelletto e volontà desiderar cosa alcuna per minima che sia. E conforme a questa Idea dell’intelletto e volontà sua, creò tutte le cose perfettissimamente, tutte le fece bene e molto buone ancora. Ne lascia di governarle e conservarle e ad ogni momento và disponendo tutte le cose ordinattissimamente. Quel fine poi che Dio dall’eternità si prefisse, l’ottiene sempre in tutte le cose. E quello ch’è di infinita potenza e bontà, ha cura ugualmente di tutte le cose dalle più piccole fino alle più grandi, e con grandissima provvidenza regge e governa a ogni momento tutti gli huomini e ciascuno di essi, e indirizza con tanto amore tutte le cose più minute di ciascun huomo che non vi è cosa che non sia portata ad un ottimo fine, purchè la sola volontà dell’huomo da se stessa non si sconci, discordando dalla somma volontà di Dio. Quello che Dio già fino da tutta l’eternità ha scritto nei suoi decreti, tutto quello ch’egli ha determinato di fare o di permettere, non vi sarà mai huomo nè Angelo alcuno che lo possa mutare o impedire. Tutti i peli di tutti gli animali, tute le arene dei monti, tutte le foglie degli alberi, tutti i più minimi uccelletti, regoli, e passerini, fino agli stessi atomi dell’aria e tutti quanti i pensieri così degli huomini come degli Angeli, tutti sono contati e diligentissimamente pesati. Di che dunque ti puoi tu lamentare, come se Dio poco attento alle tue calamità non governi te e le cose tue con provvidenza, o troppo permetta ai tuoi nemici, oppure in tanta moltitudine di huomini e di cose non si curi più di te? Pazzo che sei, tu vai dicendo queste cose? Dio va sempre disponendo e ordinando ogni cosa in misura, numero, e peso eziandio le cose sue e ciascuna minuzia delle cose tue. Considera di grazia un poco la tua vita passata, e va cancellando in essa tutto ciò che tu vorresti che fosse altrimenti successo, e osserva ancora diligentemmente che questo stesso è stato da Dio con più esquisita accuratezza riferito alla sua idea, cioè (perchè tu l’intenda meglio) siccome piacque a Dio fin dall’eternità, così appunto si è fatto e si farà mai sempre ancora senza che se ne preterisca e tralasci pure un minimo puntino, nè per il passato, nè per l’avvenire, finchè ogni cosa si renda conforme a quella divina Idea. La santissima volontà di Dio starà sempre salda, fà pur quel che vuoi. Hor che ti ha giovato d’esserti così gravemente afflitto e d’haver indarno turbato te stesso e gli altri ancora? E che ti gioverà per l’avvenire il dolerti e il conturbarti? Di grazia avverti di non dar di nuovo nel medesimo scoglio; vestiti dell’affetto di una buona [rassegnazione] esignazione e datti tutto quanto in potere della divina volontà, e a questo modo entra nel cocchio della divina provvidenza perchè in esso andrai sicuro. E senza concessione e licenza della divina volontà non si muoverà mai contro di te ne una minima arena, ne un ditarello, ne qualsivoglia minimo pensiero. Ma si come a mia persuasione hai considerato le cose passate considera ancora un poco di grazia le future. Qual di esse stia nella volontà o potere tuo? A pena ne troverai una. Ma neanche sei sufficiente a prevedere le cose imminenti. Dimmi un poco come sarà la futura estate? Se ella sarà sterile e mala, e se vi sarà carestia o peste? Che ti gioverà qui il tuo prevedere e il tuo dolerti! Così sì ha da dire in tutte le altre cose. Ma in verità tu non puoi impetrare le cose buone ne guardarti dalle cattive se Dio non vuole e però procura di conformare la tua volontà alla sua. Tu ti crucci indarno e indarno fai resistenza, indarno ti affatichi a fabbricare se teco non fabbrica la divina volontà. Non fai niente, nè fai alcun profitto, se tu non vuoi quello che vuole Iddio. Fà dunque così: assoggettati in tutto e per tutto al divin volere. E pensa di grazia un poco ogni giorno a questa cosa sola, ch’è certissima, Iddio fin dall’eternità ha previsto e ha determinato di darti questa croce secondo tutte le circostanze del luogo, del tempo, e delle persone, e questa egli con la sua somma bontà e sapienza l’ha fatta a posta per le tue spalle e te n’ha pigliata la misura. Resta solamente che voglia ch’essa ti sia di giovamento, e ti gioverà molto purchè tu vada conformando e accomodando la tua volontà con la divina. Adunque in ogni evento va così discorrendo: questa cosa mi vien da Dio, adunque è una cosa ottima. Questa ingiuria, questa infermità, questa povertà, questa molestia o questa miseria ch’io patisco, mi vien da Dio stesso; adunque non può far danno se la mia volontà non è discordante dalla divina. Guardati però di non dir mai: Purchè questa o quella Croce non mi prema. Perchè questa è una querela oziosa e vana. Tu accetta pure e questa e quella, che tu così abborrisci, perchè Iddio vuole che con questa o quella Croce tu sia travagliato. O tu dunque voglia quello che vuole Iddio, o pure, perchè così tu vuoi, lasciati vincere e và in malora.