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Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo VI/P1

PARTE TERZA CAPITOLO VI
§.1. Son pronto a fare quello che Egli vorrà

../../Capitolo V ../../Capitolo VI/P2 IncludiIntestazione 3 aprile 2009 50% Da definire

Parte terza - Capitolo V Parte terza - P2

Niuna volontà, ne d’Angeli ne d’huomini, si può mai dire che sia buona, e retta se non si conforma con la volontà di Dio. E quanto più piena e sincera sarà questa conformità, tanto migliore si ha sempre da stimare che sia la volontà; e quanto sarà minore e manco sincera questa sicerità, tanto peggiore e tanto più instabile sarà la volontà dell’huomo. La sola volontà di Dio è la giusta e perfetta regola di tutte le volontà così in Cielo come in terra. E niun volere si deve mai lodare che dal voler divino sia differente. Il Serenissimo Re David lodando spesso i retti di cuore dice: (Date Signore la vostra misericordia a quelli che vi conoscono e giustificate quelli che sono retti di cuore). Esplicando questo S.Agostino dottissimo interprete dice così: (Quelli sono di retto cuore, come habbiamo detto più volte che seguono in questa vita la volontà di Dio). Qualche volta la volontà di Dio è che tu stia sano; qualche volta che ti ammali. Se quando tu stai sano ti sembra dolce la volontà di Dio e amara quando sei ammalato, non sei di retto cuore. Per qual cagione? Perchè tu non vuoi addrizzare la volontà tua a quella di Dio, ma vuoi storcere quella di Dio alla tua. Quella è retta e tu sei storto. La volontà tua s’ha da conformar con quella, non quella con la tua, e così havrai retto il cuore. Stai bene in questo mondo? Sia benedetto Iddio che ti consola. Hai travagli in questo mondo? Sia benedetto Iddio che ti corregge e prova. Et a questo modo sarai retto di cuore, dicendo: (Io benedirò il Signore in ogni tempo). Colui dunque solamente si ha da stimare haver il cuore retto, il quale vuole tutto ciò che vuole Iddio. Questo solo documento val più in questo negozio che non fanno tutti gli altri precetti. Questo è un sommario di tutti i ricordi: Questo è un compendio di tutte le sacre scritture e un breve modo d’acquistare tutte le virtù; questo è il più gran conforto che si possa havere in tutte le afflizzioni, questo è il supremo grado dell’amor divino, questo è quello che dà la ragione e il diritto al Paradiso a tutti i figliuoli della Croce. E questo è quello che innalza gli huomini fino al luogo degli Angeli. Questo solo, cioè di conformare la sua volontà con quella di Dio, hanno tutti da imparare e sopra ogni altra cosa. Perchè chi nella Scuola della Pazienza ha imparato questo solo, già ha finito d’imparare, già ha ottenuto il nome di Maestro e di Dottore. A questo più di ogni altra cosa attese David quel gran conoscitore della divina volontà. Poichè egli diede molti saggi di questa divina scienza e allora in particolare quando fuggendo da quel suo mal figliuolo d’Assalonne, comandò che i sacerdoti e l’Arca se ne ritornassero, dicendo: (Se io troverò grazia negli occhi del mio Signore ed egli sarà quello che mi rimenerà a casa e mi farà vedere l’Arca e il suo tabernacolo. Ma se mi dirà, tu non mi piaci: eccomi quà, faccia pure egli quello che più gli piace). Et eccoti in tempo d’una fuga così impedita, in tempo di grandissimo pianto e di grandissime strette e angustie, quando già pareva che havesse perduto tutto il Regno, il Re David più che mai costante e forte, e più che mai attento alla sola volontà di Dio e ad ogni suo minimo cenno, non vuole, ne cerca altrove se non quello che vuole Iddio. Vuol Iddio che io ritorni? Et io pure così voglio. Non vuole ch’io ritorni? Nè anche io voglio. Faccia pur Dio tutto ciò che gli parrà meglio, ch’io son pronto a fare quello ch’egli vorrà.