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Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo II/P5

PARTE TERZA CAPITOLO II
§.5. Iddio ama chi dà allegramente

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Il P.F. Luigi di Granata racconta alcune cose d’un huomo religiosissimo che veramente sono degne d’imitazione e dice che vedendosi una volta un santo huomo d’ogni intorno circondato da tribolazioni, soleva dire: (Questa sì ch’è vera e cristiana allegrezza, il poter mancare d’ogni allegrezza). Stefano Vescovo Eduense così va esplicando quello del Deuteronomio: (Succhieranno come latte l’inondazione del mare (dice questo autore). L’inondazione del mare non è altro che l’abbondanza e copia delle tribolazioni, le quali allora si succhiano come il latte quando dai giusti sono tenute per dolci. Il latte è il nutrimento dei fanciulli, la tribolazione è il nutrimento degli eletti). Succhiossi l’inondazione del mare colui che disse: (Ma ci gloriamo ancora nelle tribolazioni). Questo è proprio degli huomini santi, che quanto più sono afflitti qua giù in terra, tanto più si innalzano con l’animo verso il Cielo. A pena si trova un Re che sia stato migliore di Ezechia, ma ne anche se ne trova alcuno che stato più afllitto e tribolato. Egli però soprastando sempre a tutte le sue disgrazie se ne stette sempre con un animo forte e con grand’animo s’innalzava a Dio. Si racconta che Venceslao Re di Bohemia , quando dopo haver perduto e sbaragliato tutto l’esercito e rimastone senza forze, era tenuto prigioniero, fu interrogato come egli stesse, al che egli rispose: meglio hora che mai. Perchè quando era cinto d’ogni intorno d’aiuti humani, rare volte haveva pensato a Dio, ma hora che ne era affatto spogliato e privo, riponeva tutta la sua speranza in Dio, e che non pensava quasi mai ad altri che a Dio, il quale non abbandona mai chi spera in lui. Et eccoti a punto quello, che io dissi, che i buoni quando sono più travagliati, più allegramente s’innalzano a pensare le cose divine. Seneca va molte volte cercando: (Che cosa sia quella che sia di più importanza fra le cose humane). Et egli stesso risponde così: (Sai (dice questo Savio) quello che più importa nelle cose humane? Il poter sopportare l’avversità con allegrezza. Sopportare tutto quello che ti occorrerà come se tu l’havessi cercato, perchè l’havresti dovuto sopportare se tu havessi saputo che ogni cosa avviene per decreto di Dio. Il piangere, il lamentarsi, il sospirare è una sciocchezza. Che cosa è quella che più importa? Un animo che sia forte e ostinato contro le calamità e le tribolazioni, che non solamente sia contrario alla lussuria, ma che le sia ancor molesto. Che cosa è quella che più importa? Havere un animo grande contro i casi avversi, ricordarsi d’esser huomo, perchè se tu sarai felice, sappi che ciò non durerà troppo, e se sarai infelice, sappi di non esser tale, se da te stesso non ti ci tieni). Di maniera che, Cristiani, si deve sopportare forte e allegramente tutto ciò che di contrario ci vien dal cielo. Non con malinconia o come per forza, poichè Dio vuole bene a chi dà volentieri e allegramente quello che dà. S’ha d’andar innanzi e non star sempre all’ultima scuola.Ne ti paia mai d’haver fatto tanto profitto che non ne habbiamo a far più. Nella Scuola della Pazienza non è dei primi chi sopporta con pazienza le cose avverse, ma chi le sopporta ancora volentieri e allegramente. A costui si deve il primo premio o almeno uno dei primi. Iddio ama chi dà allegramente.