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PARTE TERZA CAPITOLO II
§.3. Allegri per la speranza

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Profetò una volta Zaccaria di questa maniera: (E saranno quelli di Efraim quasi forti come giganti e havranno il cuor allegro come quello che suole fare il vino). A questo modo quel Giosuè Efraimita per la speranza di acquistare un grassissimo paese si espose intrepidamente ad ogni pericolo. Il vino, ch’è simbolo dell’eterna felicità, è quello che rende tanto animosi contro tutte le avversità. Perchè com’è scritto: (Saranno inebriati dall’abbondanza della vostra casa). Adesso ci rallegriamo, ma quasi a vino; come quelli che quasi hanno bevuto del vino, poichè non habbiamo per ancora in mano la beatitudine ma: spe gaudentes; allegri per la speranza, con desiderio grande l’aspettiamo. Quindi è che i Martiri di Christo senza timore alcuno e tutti allegri e ridenti se ne andavano alle carneficine, alle croci, ai patiboli, alle ruote e ai fuochi perchè il loro cuore era tenuto allegro da questo vino. Onde S.Agostino parlando di loro dice: (Quelli che facevano e pativano di queste cose si mostravano sempre allegrissimi e havevano molto a caro d’offrire le loro persone per servizio di colui che haveva patito prima per loro cose assai più gravi). E dall’altra parte quell’inesplicabile premio mirabilmente li accendeva. Laonde, Cristiani miei, stiamo pure allegramente e corriamo allegramente il palio della Pazienza, perchè non ci si mostra altrimenti una croce alta e sublime nella quale habbiamo da essere crocifissi; nemmeno ci si mostrano quelli dai quali stiamo pendendo tutti pieni di ferite; ne graticole nelle quali ci stendiamo; non sassi da bagnare col nostro sangue, nemmeno farragini o padelle da empirle con le nostre carni; ma le quotidiane miserie sono le nostre croci assai miti e tollerabili. Perchè fuggiamo? Dove sarà più grande la fatica, ivi ancora sarà più grande la mercede. E quanto più difficile sarà la pugna tanto sarà più preziosa e nobile la corona. Adunque: allegramente. Solevano anticamente i Germani dar animo a quello che sonava nelle nozze, con queste o simili parole: sù allegramente sonatore, gonfia pur la piva con fiato allegro. Quanto più saranno i mali che havremo, tanto più ancora facciamo con animo a noi stessi. Sù Stefano, sù Giovanni, sù Paolo allegramente , loda pure e ringrazia Dio perchè egli vuole che tu patisca. Guardati, che nessuna sorte d’amarezza t’occupi l’animo o la lingua. Un animo allegro fa l’età fiorita, dove la melanconia dissecca l’ossa. Chi sopporta i travagli e le miserie con mestizia e con dolore e come se in cambio di sonare una viola o un liuto, si spezzasse al muro. Il che ancora confermò S.Agostino quando disse: (Se ti sei lasciato vincere dalle tribolazioni, spezzasti la cetra). Poichè come dice il Savio: (Con la malinconia si perde lo spirito). E aggiunge: (Se nel tempo della tribolazione ti arrenderai per la stanchezza, perderai molto della tua fortezza). Perchè già sì è rotto il liuto e la cetra e non si possono più sonare. Mirate un poco di grazia, un S.Paolo, com’egli tenne salda e non ruppe la sua Cetra? Sentite come la suonò bene quando disse: mi rallegro nei travagli. Et a far questo istesso ci comanda San Pietro: (Quando parteciparete dei travagli di Christo, rallegratevene). Essendo entrato in casa di Tobia un corriere venuto dal Cielo gli disse: (Iddio ti dia sempre ogni allegrezza. Dov’è la tua cetra Tobia, perchè non canti qualche bella canzone a Dio? Perchè non cacci via questa melanconia, perchè non stai allegramente?). Ma Tobia gli rispose: e che allegrezza posso io havere? Mi trovo spogliato della robba mia, privo degli occhi, e senza amici. Ma quello gli torna pure a dire: (Sta pur allegramente). A cui risponde di nuovo Tobia: non si può stare allegramente in una casa così sventurata. E l’Angelo: non vi può essere pianto nè sventura, dov’è il fonte di goni gaudio, ch’è il divin favore; Tobia: è molto difficile a chi da dovero si duole a trattener il pianto. A cui di nuovo l’Angelo: sta allegramente perchè presto sarai da Dio guarito. Per qual cagione o mio Tobia, per qual cagione, cristiano mio devi tu star sempre allegro eziandio fra le lacrime e i sospiri? Se non che come dice S.Giovanni Chrisostomo: (Non si trova la più forte armatura che lo star allegro in Dio. Quando siamo tribolati, rallegriamocene pure perchè questo è un purgarsi dai peccati).