Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo II/P3

PARTE TERZA CAPITOLO II
§.3. Allegri per la speranza

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Geremia Dressellio - Scola della Patienza (1634)
Traduzione dal latino di Lodovico Flori (1643)
PARTE TERZA CAPITOLO II
§.3. Allegri per la speranza
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§. 3.

P
Rofetò una volta Zaccharia di questa maniera: Et erunt quasi fortes Ephraim, et laetabitur cor eorum quasi a vino. E saranno quei d’Efraim quasi forti come giganti, e haveranno il cuor allegro come quello, che suol far il vino. A questo modo quel Giosuè Efraimita per la speranza d’acquistare un grassissimo paese s’espose intrepidamente ad ogni pericolo. Il vino, ch’è simbolo dell’eterna felicità, è quello, che rende tanto animosi contra tutte l’avversità. Perche com’è scritto: Inebriabuntur ab ubertate domus tuae.1 Saranno inebriati dall’abbondanza della vostra casa. Adesso ci rallegriamo, mà quasi a vino; Come quelli, che quasi han bevuto del vino; poiche non habbiamo, per ancora in mano la beatitudine ma. spe gaudentes2; allegri per la speran[p. 627 modifica]za, con desiderio grande l’aspettiamo. Quindi è che i Martiri di Christo senza timore alcuno, e tutti allegri, e ridenti se n’andavano alle carneficine, alle croci, a i patiboli, alle ruote, e a i fuochi perche il loro cuore era tenuto allegro da questo vino. Onde S. Agostino parlando di loro dice: Talia agentes, et patientes se laetissimos exhibebant.3 Quei, che facevano, e pativano di queste cose si mostravano sempre allegrissimi, e havevano molto a caro d’offerir le loro persone per servitio di colui, che haveva patito prima per loro cose assai più gravi. E dall’altra parte quell’inesplicabil premio mirabilmente li accendeva.

Laonde, Christiani miei stiamo pure allegramente, e corriamo allegramente il pallio della Patienza; perche non ci si mostra altrimente una croce alta, e sublime, nella quale habbiamo da [p. 628 modifica]esser crocifissi; ne meno ci si mostrano equulei, dai quali stiamo pendendo tutti pieni di ferite; nè graticole, nelle quali ci stendiamo; non sassi da bagnar col nostro sangue, nè meno farragini, ò padelle da empirle con le nostre carni; ma le quotidiane miserie sono le nostre croci, assai miti, e tollerabili. Perche fuggimo? Dove sarà più grande la fatica, ivi ancora sarà più grande la mercede: E quanto più difficile sarà la pugna tanto sarà più pretiosa, e nobil la corona. Adunque Allegramente.

Solevano anticamente i Germani dar animo a quello, che sonava nelle nozze, con queste ò simili parole: Sù allegramente, sonatore, gonfia pur la piva con fiato allegro. Quanto più saranno i mali, che haveremo, tanto più ancora facciamo con animo a noi stessi. Sù Stefano: sù Gio[p. 629 modifica]vanni: Sù Paolo allegramente, loda pure, e ringratia Dio perch’egli vuole, che tù patisca. Guardati, che nessuna sorte d’amarezza t’occupi l’animo, ò la lingua. Un’animo allegro fà l’età fiorita, dove la malenconia dissecca l’ossa. Spiritus tristis exiccat ossa.4 Chi sopporta i travagli, e le miserie con mestitia, e con dolore, è come se in cambio di sonare una viuola, ò un liuto, si spezzasse al muro. Il che ancora confermò S. Agostino quando disse: Si in tribulationibus defecisti, citarm fragisti.5 Se ti sei lasciato vincere dalle tribolationi, spezzasti la cetra; poiche, come dice il Savio; In moerore animi deijcitur Spiritus.6 Con la malinconia si perde lo Spirito. Et aggiunge: Si desperaveris lassus in die angustiae; imminuetur fortitudo tua: Se nel tempo della tribolatione t’arrenderai per la stanchezza; perderai [p. 630 modifica]rebus adversis praemimus gudeamus, hoc enim est peccatorum expiatio.7 Non si trova la più forte armatura, che lo star allegro in Dio. Quando siamo tribolati, rallegriamocene pure perche questo è un purgarsi da i peccati.

Note

  1. [p. 658 modifica]Ps. 35. 7.
  2. [p. 658 modifica]Ro. c. 12. 12.
  3. [p. 658 modifica]S. Aug. ser. 12. de San.
  4. [p. 658 modifica]Prov. c. 17. 22.
  5. [p. 658 modifica]S. Aug. in ps. 42. circa med.
  6. [p. 658 modifica]Prov. c. 15. 13.
  7. S. Chrys. to. 5. ho. 58. ad pop. Ant.