Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo II/P1

PARTE TERZA CAPITOLO II
§.1. Questo calice di salute

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Geremia Dressellio - Scola della Patienza (1634)
Traduzione dal latino di Lodovico Flori (1643)
PARTE TERZA CAPITOLO II
§.1. Questo calice di salute
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§. 1.

E’
motto antico de’ Germani: Hà di già vinto, chi animosamente strinse il ferro. E’ certo che giova molto in una cosa mala haver l’animo buono. Perciò quanto più s’affollano i mali, tanto più animosamente ciascuno dica a se stesso: Tu ne cede malis, sed contra audentior it. Guardati di non cedere a un puntino a i mali, ma procura di andar loro sempre più arditamente incontro. Perche vanamente ti lamenti? Questi mali non si lasciano vincere dalle lagrime. Un’animo forte, allegro, e, che confida in Dio trionfa di tutti i mali. Che ti giova l’affliggerti con melanconie? Il [p. 616 modifica]perdersi d’animo è un voler esser vinto. E’ una vergognosissima morte l’ammazzarsi col pianto. Rarissime volte vinse chi prima di combattere si disperò della vittoria.

Nella Scuola della Patienza accioche tu sappi, non vi sarà alcuno, che ti saluti per Dottore se tù non hai un’animo sano, vegeto, e allegro. Quivi se mai altrove, ci vuole ardire, e bisogna uscire generosamente incontro all’inimico. Però fà buon animo, e quello, che hai da sopportare, sopportalo allegramente. Canta col Real Profeta: Calicem salutaris accipiam, et nomen Domini invocabo.1 Io mi pigliarò questo calice di salute, e invocarò il nome del Signore. Un’animo basso, e vile mette impedimento a ogni trionfo. Niceta Choniate disse benissimo: Alacritas quid non facit, et animus in re mala [p. 617 modifica]bonus?.2 Che cosa non fà il non perdersi d’animo, e un’animo buono in cosa mala?

Vedete Giesù Christo N. Sig. Qui proposito sibi gaudio crucem sustinuit confusione contempta. Che con allegrezza sostenne la Croce senza far conto alcuno, che fusse vergognosa. Due premij s’acquistò il Salvatore: e per se, e per noi. Per se acquistò la gloria del corpo, e il dominio del mondo: Per noi la gratia, e la salute tanto dell’anima quanto del corpo. E così havendosi proposto questo premio, ò gaudio andò talmente temperando tutti i suoi tormenti, e le sue passioni, che dovendo patire una morte così acerba, e vergognosa, mostrava però d’essere molto allegro, e di sentire un meraviglioso contento. Perciò non facendo conto alcuno della vergogna disse: Desiderio desideravi hoc Pascha [p. 618 modifica]manducare vobiscum antequam patiar. Hò desiderato grandemente di mangiare con voi questa Pasqua prima di patire. Ahi Pasqua sanguinosa! e pure la desiderava, e come andasse ad un sontuoso, e delicatissimo banchetto s’affrettava tutto allegro, e festante d’uscire di Gierusalemme. Exultavit ut Gigas ad currendam viam. c Fece salti come di gigante per correre per questa strada. E, che strada fù quella? Dalla casa di Pilato fino al monte Calvario, e perciò non volle ne anche esser pianto per questa strada.

Perche non solamente quando già stava per patire una durissima morte, offriva se stesso per vittima con un’animo pronto, e liberale, e con una faccia allegra, e gioviale, mà dal primo momento ancora ch’ei si vestì di carne nel ventre della madre, hebbe fin dall’hora sempre innanzi à gli occhi [p. 619 modifica]la Croce, e tutte quelle cose, che di mano in mano doveva patire. A questo modo Christo, da che si fece huomo, hebbe sempre dinanzi gl’occhi i suoi flagelli, e la sua Croce. Quindi è, che potrei dire molto bene, che Christo non patì solamente per lo spatio di trentatre anni, e più, fù sempre tormentato nella Croce, e nondimeno, proposiuto sibi gaudio, con grandissima allegrezza, e patientissimamente sopportò ogni cosa.

Note

  1. [p. 645 modifica]Psal. 115. 4.
  2. [p. 645 modifica]Nicet. Chon. Ps. 18. 6.