Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo I/P5

PARTE TERZA CAPITOLO I
§.5. Un’herba chiamata Nyctilopa

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Geremia Dressellio - Scola della Patienza (1634)
Traduzione dal latino di Lodovico Flori (1643)
PARTE TERZA CAPITOLO I
§.5. Un’herba chiamata Nyctilopa
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§. 5.

N
Oi altri ci scordiamo spesso di noi stessi, ne ci ricordiamo, che stiamo in un’esilio, dove bisogna sopportar ogni cosa.

Olà Christiani, perche andiamo noi così ansiosamente cercando le delitie? Noi perdessimo il Paradiso; dall’hora in quà fummo cacciati in bando. E’ vero, che non habbiamo di nuovo pigliato quella strada, e c’incamminiamo verso il Paradiso, mà non vi siamo ancora giunti. Chi si pensa di far questo viaggio senza patienza, è come uno, che vada per la pioggia senza cappello, e senza feltro, ò pure come un soldato in mezo de’ nemici senza spada, e senza scudo.

Il paziente è armato da capo à piedi, à punto come un’huomo d’arme; e quello, che più importa, ed è una sorte di gloriosissima [p. 610 modifica]toria, egli stesso sfida tutti gl’inimici, non dando loro alcun fastidio, mà col sopportarli solamente. Il Patiente camina sopra le braci ardenti, come se fusser tante rose: Così fece il B. Tiburtio, che camminò sopra carboni accesi, come sopra tanti fiori. Mà come si dice ne’ Proverbi: Nunquid potest homo ambulare per prunas, ut non conburantur planae eius?1 Come può l’huomo camminare sopra le bragie senza brugiarsi i piedi? Quegli camina sopra le braci illeso, che sopporta gl’affanni con patienza.

Isaia di questa patienza armato, è segato per mezo, e pur parla del Signore; S. Stefano è lapidato, e dimanda perdono per i suoi nemici: Gli Apostoli sono flagellati, decollati, e crocifissi; e trionfano col crocifisso. Patientia opus perfectum habet.2 La Patienza fà le cose compitamente. [p. 611 modifica]

La Patienza come dice S. Cipriano, Tentatione expugnat, persevutiones tolerat, passiones consumat, Ipsa est, quae fidei nostra fundamenta firmiter munit.3 La Patienza vince le tentationi, sopporta le persecutioni, dà perfettione à i patimenti. Essa è quella, che fortifica bene i fondamenti della nostra fede. La patienza, per l’elogio di Tertulliano è bella in ogni sesso, e in ogni età. La Patienza difende tutte le virtù, è una corazza impenetrabile, e come dice S.Agostino. Omnis patientia dulcis est Deo.4 Ogni patienza al Signore è dolce. Dice Plinio5 ritrovarsi un’herba chiamata Nyctilopa, perche al tempo di notte risplende nelle tenebre; poi che hà il color del fuoco, e hà le sue foglie spinose. Di questa herba si servono i Rè de i Parthi per ottenere ciò, che desiderano. Et eccovi un bellissimo sim[p. 612 modifica]bolo della Patienza. La Patienza è cinta d’ogn’intorno, ò per dir meglio, guardata d’ogni intorno dalle spine come da tante foglie: E del colore del fuoco, e nel mezo dell’afflittioni risplende di natio splendore; non essendo mai sì chiara, come quando per Christo più misera si ritrova.

Nella Scuola della Patienza un sol conforto v’è di tutti i mali; il Patire, e haver Patienza nelle necessità. Dice bene un ottimo scrittore. Qui melius scit pati, maiorem tenebit pacem. Iste est victor sui, dominus mundi, amicus Christi, et haeres caeli. Si non uteris undique scuto patientiae, non eris diu sine vulnere.6 Chi meglio sà patire, godrà maggior pace. Questo è vincitore di se stesso patrone del mondo, amico di Christo, e herede del Cielo. Se non haverai sempre teco lo scudo [p. 613 modifica]della Patienza, non starai troppo senza haver qualche ferita.

Note

  1. [p. 639 modifica]Sur. 17. Aug. et in acti. S. Sebastiani 20. Ian.
  2. [p. 639 modifica]Iac. c. 1. 4.
  3. [p. 639 modifica]S. Cyp. tract. de pat. fer. 3.
  4. [p. 639 modifica]S. Aug. in ps. 42
  5. [p. 639 modifica]Pli. l. 21. nat. hist. c. 11 init. ubi haec herba est, et nyctegretum, et Eche nomycon appellatur.
  6. [p. 639 modifica]Tho. de Kemp. Imit. Chris. l. 2. c. 3. fi. et lib. 3 c. 35 init.