Apri il menu principale

Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo I/P2

PARTE TERZA CAPITOLO I
§.2. Gli elogi della pazienza sono molti

../P1 ../P3 IncludiIntestazione 3 aprile 2009 50% Da definire

Parte terza - P1 Parte terza - P3

Gli elogi e documenti della pazienza sono molti: noi ne metteremo qui alcuni pochi pigliati da Tertulliano scrittore Africano, ma erudito.

  • 1) - Pazienza in sopportar l’ingiurie.

Il Signore ci avvisa: a uno che ti percuote una guancia voltagli l’altra. Stanchisi l’altrui malizia con la tua pazienza. Peggio gli fai col sopportarlo che col vendicartene. Perchè ne sarà castigato da colui per il quale tu lo sopporti. Se l’amarezza della lingua sboccherà fuori con qualche maldicenza o con qualche ingiuria ricordati di quel detto: quando diranno male di voi rallegratevene.

  • 2) – Pazienza in trattener la vendetta.

Il più grande stimolo che habbia l’impazienza è il desiderio della vendetta, rimedio che viene o dalla gloria o dalla malizia. Ma la glorai da per tutto è vana, e la malizia è sempre al Signore odiosa, massime in questo luogo, quando provocata dalla malizia d’un altro si viene a fare superiore in eseguire la vendetta. Ma che differenza è tra quello che provoca e quello ch’è provocato, se che quello fa prima il peccato e questo poi? L’un e l’altro però è reo d’haver offeso il compagno appresso il Signore, il quale proibisce ogni male e condanna chi lo fa. E perciò assolutamente si comanda che non si renda mal per male.

  • 3) - Pazienza in raffrenar l’istessa vendetta

Che honore renderemo noi al Signore se ci arrogheremo l’arbitrio della nostra difesa? Come crediamo ch’egli habbia da esser il Giudice se non havrà da vendicare le nostre ingiurie? Quello che si vendica ha già tolto l’honore all’unico e sommo Giudice che è Dio. Che ho dunque da fare io con la vedetta, la quale per l’impazienza del dolore non posso moderare? Che se havrò pazienza, non me ne dorrò, se non me ne dorrò non desidererò neanche di vendicarmene. Niuna cosa pigliata per impazienza si può passare senza impeto e violenza, e tutto ciò che si vien a fare con impeto e violenza, o non riesce, o non può stare, o se ne và subito in rovina; poichè per dirla in breve: ogni peccato si deve attribuire all’impazienza.

  • 4) – Pazienza nella perdita della robba.

La Pazienza nei danni che si patiscono della robba è un esercito di liberalità in donare. Non rincresce di donare a chi non ha paura di perdere. Altrimenti in che modo chi ha due tuniche, ne darà una al povero ignudo, se non l’istesso che, a chi gli toglie la tunica, possa offrire ancora il mantello? In che modo ci faremo degli amici con il denaro se l’ameremo tanto che non possiamo sopportare d’haverlo perduto.? Ci perderemo ancor noi con esso. E’ cosa da gentili per ogni poca perdita a perdere la pazienza. E questo perchè essi antepongono il denaro all’anima. Ma noi altri che siamo da loro molto differenti, conviene che non mettiamo l’anima per il denaro, ma si bene che lasciamo andar il denaro per l’anima, o donandolo spontaneamente o perdendolo con pazienza. Perdasi pure tutto quanto il mondo, purchè io non perda la pazienza. Et il Signore quali altri chiamò beati se non i pazienti?

  • 5) – Pazienza in sopportar le afflizzioni.

Conviene che noi ci rallegriamo e ci congratuliamo insieme per essersi Iddio degnato d’esser il nostro Correttore, poichè egli disse: Io correggo quelli che amo. O beato quel servo il cui Signore ha cura di correggerlo, per cui talvolta si sdegna ne lascia d’avvisarlo quando bisogna. La pazienza è bella in ogni sesso, in ogni età. Chi è paziente osserva la legge di Christo. Non ci è dunque lecito stare ne pur un giorno senza la pazienza. La pazienza non sa far male. L’amore sopporta ogni cosa, ogni cosa tollera, e questo perchè è paziente. Ad ogni modo dunque e per ogni parte siamo costretti a far l’officio d’amministrare la pazienza.

  • 6) – L’aspetto e l’abito della Pazienza.

Il volto della Pazienza è tranquillo: la fronte chiara e serena senza ruga veruna di mestizia o d’ira, le ciglia ha uguali e moderatamente allegre, tiene gli occhi bassi perchè ella è humile non perchè sia mal contenta, ha la bocca d’honorato silenzio adorna. Il suo colore è tale, quale quello che sogliono havere quelli che son sicuri senza colpa e innocenti - e con sdegnoso e minaccioso riso muove sovente contro il Demonio il capo. Del resto è tutta vestita di bianco e le sta così bene questo vestito indosso e così a punto, che ne esso si gonfia, ne per soverchio drappo l’inquieta. Siede poi nel suo trono con uno spirito quietissimo e mansuetissimo, che non si rannicchia per vento ne s’oscura per nuvolo, ma è placidamente sereno, chiaro e puro come quello a punto che vide Elia la terza volta. Perchè dov’è Iddio, ivi ancora è la sua alunna la pazienza.

  • 7) – Gli elogi della Pazienza.

Iddio è assai buon depositario della Pazienza. Se tu lascerai in deposito a lui la tua ingiuria, egli la vendica, se un danno che hai patito egli te lo rifà, se il dolore egli è medico, se la morte egli ti risuscita. O quanto può la pazienza e a quanto arriva che ha Dio per debitore? E questo meritatamente. Perchè ella osserva tutti i suoi comandamenti, ella interviene a tutti gli ordini suoi. Fortifica la fede, governa la pace, aiuta la dilezzione, arma l’humiltà, aspetta la pazienza, assegna la confessione, regge la carne, conserva lo spirito, raffrena la lingua, trattiene la mano, conculca le tentazioni, caccia gli scandali, compisce i martirii, consola il povero, modera il ricco, non manda in lungo l’infermo con accrescergli il male, non consuma il sano col fiele e con la collera, come fa l’impazienza, apporta diletto al fedele, invita il gentile, al padrone raccomanda il servo, e il padrone a Dio, adorna la donna, approva l’huomo, si ama in un putto, si loda in un giovine, si ammira in un vecchio. Amiamo dunque la pazienza di Christo, restituiamogli quella che ch’egli hebbe per noi. E noi che crediamo la resurrezione della carne e dello spirito, offriamogli la pazienza dello spirito e la pazienza della carne. Così dice Tertulliano nel libro della Pazienza.