Poesie (Campanella, 1938)/Poesie postume/III. I Canti del carcere/9. Sonetto in lode di spagnuoli

9. Sonetto in lode di spagnuoli

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9. Sonetto in lode di spagnuoli
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Sonetto in lode di spagnuoli

Sciarava m’incitò ch’io maledica
il governo e l’eserciti di Spagna.
— Meglio è — diss’io — che muto mi rimagna
che ciò, Dio non volendo, faccia o dica. —
O figli di Iafet, o gente amica
all’altissimo Sir, possente e magna
d’armi e consiglio in mar e alla campagna,
Dio mi comanda ch’io vi benedica.
Di Sem nei padiglion tenendo il campo,
i figlioli di Cam ti serviranno:
non ti capin doi mondi; il terzo nasce.
S’a quello interno lume, ond’io m’avampo,
gli aquilin d’Austria fissi guarderanno,
del sol, com’hanno il giro, arán le fasce.