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L'impenitente XVII

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L'impenitente XVI L'impenitente XVIII

O torreggiante su le tristi case
Del sobborgo operoso, aerea mole,
Che la terra opprimendo, al cielo aspiri.
Non aspettar che i suoi fastigi io lodi
5E l’ampie luci e le terrazze apriche,
Onde al beato possessor dintorno
Un diverso si schiude aspetto immenso
Di villaggi, di boschi e di marine.
Calcareo mostro io ti dirò, che usurpi
10Con cento occhi l’azzurro, e da le cento
Stupide bocche a’ quattro vènti aperte
L’aria tracanni a’ petti altrui rapita.
Te non visiti mai raggio d’amore,
Magion superba all’ozio sacra e al fasto!
15Per l’ampie sale tue striscino l’ore,
Di colpevoli giuochi e d’oziosi
Studj ministre; ed a le mense, a’ letti
Vigili il tedio, e il crasso ospite uccida!
Ma dentro a voi, grigi tugurj, dove
20La solerte fatica ansa, e l’industre
Strumento stride, e poco pane ha il desco,
Incoronata di vermigli fiori
La speranza si assida, e con l’arguto
Canto, che le duranti anime allena,
25Al novo regno dell’Amor le guidi!