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     Resta preda egli ancor del flutto insano.
Tal se Ragion me scorge in mezzo all’onda
     10Di questa mortal vita lusinghiera,
     Per cui sovente abbandoniam la sponda;
Corre al soccorso, e di ritrarmi spera;
     Ma tanto il peso del rio senso abbonda,
     Che seco anch’ella è forza alfin che pera.


II


Non so, Elpin, se ti rammenti
     Del mio toro di pel nero,
     Che sfidava coll’altero
     Corno suo tutti gli armenti.
5Questo al fin sebben con stenti
     L’ho ridotto al giogo: e spero
     Che all’orgoglio suo primiero
     Di tornar mai più non tenti.
Ma se a belva tutta ardire,
     10E sì fiera, è all’uom concesso
     Di fiaccar le forze e l’ire:
Onde avvien, che poi sì spesso
     Ei non vinca il suo desire,
     Nè domar sappia se stesso?


DELL’ABB. GIROLAMO TARTAROTTI.


I


Se l’Uom, ch’ama sì poco il Ben più vero,
     L’occhio, Signor, drizzasse alla tua Croce
     E i dolci sguardi e la divina voce,
     Che ’l chiama, ei rivolgesse entro il pensiero;
5Come vola a sua sfera ognor leggiero
     Il fuoco, a te sen correrìa veloce:
     E nulla amando, o men quel che più nuoce,
     Ti farìa del suo cuor un dono, intero,
Che qual ampio Oceàn per le profonde
     10Vie della Terra, in picciol rivi e vene