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     Del Bel, del Buon, del Saggio, in Voi gli orna
5A riflessi dell’un l’altro splendea
     Vie più perfetto; e sua virtute interna
     In voi crebbe ciascun, onde si scerna
     Giunger l’esempio a sormontar l’idea:
Che fan Senno, e Beltà, Bontà più rara;
     10Da Bontade, e Saper Beltà s’accende:
     Del Bel, del Buono a i rai Senno si schiara.
In Voi Bontate il miglior Buono apprende:
     Da Voi Bellezza, esser più bella impara:
     Per Voi Sapienza sè medesma intende.


II


Prole di tua beltà, nacque l’ardore,
     Onde ardo, e ardendo pur vivo contento:
     Empia dal figlio tuo, prendi tormento,
     E le lusinghe sue ti son dolore.
5Sì con odio, e disdegno il tuo furore
     Da sè gastiga il suo folle ardimento;
     Io le querele mie non spargo al vento,
     E ne’ cordogli tuoi vendico il cuore.
Se in te rigor s’accresce, in me il desìo,
     10Chiama gli sdegni pur, gli odi n’affretta:
     Che sempre più l’amor crescer vogl’io.
Fra le doglie, e i martir sdegnosa aspetta,
     Onta del tuo rigor, l’affetto mio
     Farne coll’ira tua la mia vendetta.


DOMENICO SERASOLA.


I1


O vermicciuol, che in vuota canna o in galla,
    In luoghi aprichi o tra le cave e i gruppi,
    T’incrisalidi al verno e ti raggruppi e
    In buccia or molle or dura, or verdeor gialla:

  1. Le farafalle.