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     Vennero i vostri spirti entro al mio cuore,
     E i miei nel vostro a seminar faville.
5L’alme di noi con limpide scintille
     Sparser dagli occhi il concepito ardore
     E vaga ogn’una dell’altrui splendore
     Alternava i sospiri a mille a mille.
L’una alfin co’ suoi rai l’altra rapìo,
     10Onde l’anima mia trovossi poi
     Nel vostro sen, la vostra entro del mio.
Così del dì, che amor destossi in noi,
     Voi mio pensier, vostro pensier son’io,
     Ed in me Voi vivete, io vivo in Voi.


VIII1


Nasce dell’Anglia il sospirato Erede,
     Cui di tre Regni ampio retaggio aspetta;
     Nasce, e verso l’Oceano il Sol s’affretta,
     Per darne avviso alla regal sua Sede.
5Nasce, e mentre il novello Anno sen riede,
     Perchè un nuovo di cose ordini prometta;
     Nasce, e Roma per patria ha il Cielo eletta
     D’un, cui già scelse in difensor la Fede.
Nasce, e insolito lume appar nel Cielo;
     10La gente il guarda e ne fa lieti auguri,
     Che sì l’inspira un amoroso zelo.
Io non cerco degl’Astri i detti oscuri,
     Cerco i meriti del Padre, in loro io svelo
     Ciò, ch’al Figlio si dee ne’ dì futuri.


IX2


Quand’il gran Re, ch’ha sovra l’onde impero,
     Vide Venezia entro l’Adriaco Mare
     L’alte posar sue fondamenta, e stare
     Ferma a ogni scossa di furor straniero;

  1. Per la nascita dell’A.R. Carlo Eduardo Principe della gran Brettagna.
  2. Parafrasi del famoso Epigramma del Sannazzaro in lode di Venezia: Videret Hadriacis, ec.