Pagina:Zappi, Maratti - Rime I.pdf/217


169

III


Tra le due vaghe Ninfe Eurilla, e Clori
     Un giorno Amor come in sua regia assiso,
     Orda questo a vicenda, or da quel viso
     L’armi prendea per saettare i cuori.
5Quando ecco de’ bei lumi ambe i fulgori
     Fissar quelle fra’ lor con un sorriso
     Dolce così che tutto all’improvviso
     Quindi ei mi accese in duplicati ardori.
Girò dubbio il mio cuor gran tempo intorno,
     10Ch’un gli parea dell’altro riso un eco,
     E specchio l’un dell’altro volto adorno.
Ma dal doppio splendor confuso e cieco,
     Ove alfin si restasse a far soggiorno
     Nol so so, ben che non tornò più meco.


IV


Quanto sei bella, o Lidia! Io veggio il fiume
     Sorgere altero all’una e all’altra riva,
     E quasi per superbia alzarle spume,
     Se del tuo volto a farsi specchio arriva.
5Miro il giglio e la rosa: oltre il costume
     Il sangue in questa, il latte in quel si avviva,
     Se volgi lor de’ tuoi begli occhi il lume,
     Se della man la neve pura e viva
Se al prato, o al lido il tuo bel piè sen viene,
     10Ogni erbetta vegg’io cangiarsi in fiore;
     Veggio cangiarsi in Or l’alghe e l’arene.
Deh! Lidia, or che farà dunque il mio cuore,
     Che sì vivo il tuo volto in se ritiene,
     Se chi non sente, per te sente amore?


V1


Eterno Genitor, eterna Prole,
     E Tu, che d’ambo uniti eterno spiri,
     Il, cui voler muove dell’Etra, i giri,
     E ferma base è alla terrena mole.

  1. Gloria Patri, et Filio, et Spirito Sancto.