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    E il cor che ratto al suo piacer inchina,
    Sel soffre in pace e in gran periglio assonna:
Manda or tu dal tuo seggio un stuol guerriero,
    10Che spezzi l’arco e la mortal saetta,
    E renda a l’alma il suo vigor primiero;
Chè s’ella al fine in servitude è stretta
    Sotto il grave d’Amor possente impero,
    Chi può pensar qual tirannia m’aspetta!


GIACOMO FACCIOLATI


I1


Signor, che quanto parli e pensi
     Tutto s’aggira sulle vie del Retto,
     E dal cui labbro a comandare eletto
     Escono poche voci e molti sensi:
5I più fervidi voti, ed i più intensi
     Pensier, che covi nell’augusto petto,
     Son della Patria, e del privato affetto
     Hai tanto sol, quanto ad Eroe conviensi.
Tutto vedi qual lince, e tutte prendi
     10Le mire tue sovra le mire altrui,
     Nè l’arco mai fuor della meta estendi.
Tutto vedi, ma pure i merti tui
     O non vedi o non curi o non intendi,
     E sol gli lasci misurare altrui.


II2


Il gran capo, Signore, ed il bel seno
    Della Veneta Dori omai vedeste:

  1. A sua Eccell. il Sig. Niccolò Foscarini nel suo ingresso di Procurator di S. Marco in Venezia.
  2. Mentre S. Eccell. Bembo mostra l’Arsenale di Venezia al Principe Elettore di Baviera.