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     Ben che giunge sì tardo, e sì leggiero
     Passa, ch’io ne rimango in doglia e scorno.
5Forsennato egli è ben chiunque intorno
     A diletto mortal gira il pensiero:
     Vano diletto, e in tutto opposto al vero,
     E sol di larve ingannatrici adorno:
Diletto, che aspettato è di tormento,
     10Che presente non rende appien beato,
     Che fuggendo finisce in pentimento.
Cangiami, o Dio, così noioso stato,
     Con quel che abbraccia nel suo gran momento
     ll Futuro il Presente ed il Passato.



I


Chieggio ov’è Filli a Ninfe, ed a Pastori,
     Filli, che pur di quà vagar vid’io:
     Qua, rispondon, venn’ella, e poi partìo
     Destando col bel piede erbette, e fiori.
5Chieggione al Sol; ma pien d’alti stupori
     Mi risponde: specchiar la vidi al Rio;
     Poi vinto da’ suoi lumi il lume mio,
     Non vidi ove portasse i suoi splendori.
Alla foresta io la ricerco, al fonte;
     10Ma sol odo, che al mio crudel dolore
     Fann’eco ingannatrice e questo, e quella.
Pur mi dice un pensier: se vuoi la Bella
     Trovar, non cercar più per valle, o monte,
     Cercala in te, ch’ella ti sta nel cuore.


II


Mira, o Tirsi, come irato
     Nell’April s’è mostro il Cielo,
     Poichè il crudo orribil gelo
     D’ogni pregio ha il suol spogliato.
5Tutti ha secchi i fior del prato