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Pagina:Zappi, Maratti - Rime I.pdf/176

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5Poichè con voce più canora e viva
     Celebrato ebbe Pale ed Aristao,
     E le grandi opre, che in esilio feo
     Il gran figliuol d’Anchise e della Diva:
Dal suo pastore in una quercia ombrosa
     10Sacrata pende; e, se la move il vento,
     Par che dica superba e disdegnosa:
Non sia chi di toccarmi abbia ardimento;
     Che, se non spero aver man sì famosa,
     Del gran Titirò mio sol mi contento.


GIO. BATTISTA COTTA.


I


Sovra splendido trono d’adamante
     Cinto d’intorno d’orride tenebre
     Iddio scendea, e folte nubi e crebre
     L’ale stendean sotto l’eterne piante.
5Stringea dell’ire sue l’aureo fumante
     Vaso, onde han morte iniqne turbe ed ebre:
     Il vide l’Empio, e in chiuse erme latebre
     Fuggì d’alpina balza egro e tremante.
Ma in van; chè Dio con fier tremoto aperse
     10L’alta montagna, e in cupo antro profondo
     L’Empio, qual fiera in suo covil, scoperse;
E minaccioso sovra il capo immondo
     Versò l’ire immortali, e ve ’l sommerse;
     Poi chiuse il monte, e ’l seppellì nel fondo.


II1


De’ famosi Avi tuoi gli eccelsi vanti
    Qualor ti vidi sfavillare intorno,
    Ardevan, più che in sul meriggio il giorno,
    i tuoi sereni, ed incliti sembianti.

  1. Coronale per la Nascita del Principe di Piemonte.