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di Poetica a car. 522 del Conte Fabrizio Antonio Monsignani. È parimente da notarsi che sino dalle Nazioni Oltramontane sono stati tradotti in diversi idiomi i componimenti del Zappi, e particolar mente gli Anacreontici: e sebbene non sieno state date alla luce dal medesimo le sue Poesie Latine, sono state scritte nondimeno con gusto non inferiore alle Italiane.

Fu poi così amante della virtuosa civil conversazione, che volle praticar mai sempre con persone d’ingegno e costume che fosse più somigliante e confacevole alle sue nobili ed ingenue qualità: onde stimò di soddisfar pienamente al suo genio l’eleggersi una moglie, che accoppiasse all’esterne doti del corpo quelle dell’animo e virtù morali, qual fu Faustina Figlia del famoso Cavalier Carlo Maratti, chiamata fra le Pastorelle d’Arcadia Aglauro Cidonia, celebre per la sua bellezza, virtù e spirito ne’ concetti delle sue Rime, parte inserite nella Raccolta degli Arcadi, parte in quella di Bologna, ed ultimamente in quella di Venezia fra le Rimatrici viventi.

Le lodi di questa virtuosissima Donna sono state cantate, e pubblicate da più eruditi Accademici, ond’io l’ho giudicate degne d’essere nuovamente impresse antecedentemente alle di lei Rime da me raccolte, e unite a quelle del predetto suo impareggiabile Consorte.

La di lui virtù riceveva da pertutto gli enconi e gli applausi, non tanto perchè in se stessa era di perfetta qualità, ma perchè deferendo esso all’altrui talento, ricambiava largamente quella stima e credito, che riscuoteva dagli altri. Quindi è, che teneva sempre viva e la corrispondenza e l’amore co’ primi letterati d’Italia, del quali egli non tralasciava di far menzione nelle sue rime, come d’un Alessandro Guidi, d’un Vincenzo da Fili-