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III


Per voi dal primo dì, chi vi mirai,
     D’inestinguibil fiamma arse il mio core;
     E in quel sublime, e prezioso ardore,
     E martiro e diletto in un provai.
5Ma ben tutto il poter de’ vostri rai
     Sentii, quando per me vi punse Amore,
     Poichè da’ vostri allor preso vigore,
     Crebbero nell’alma, e s’innasprir miei guai.
Quindi d’ingiusta e cieca gelosia
     10Preda vi vidi, ond’è, che nel mio stento
     Provo la sorte ed or ad or più ria.
Sì d’ogni vostro mal fò mio tormento,
     Che del vostro fallir la pena è mia,
     E del vostro dolor l'affanno io sento.


TIBERIO CARAFFA


I


O Re de’ fiumi, ch’in tributo accogli
     Mille d’Italia fiumi alti sonori,
     Questi tratti da duol tepidi umori,
     Che per gli occhi a te porto, a grado togli,
5Forse al più cupo fondo ti raccogli,
     Mentre gonfio di sangue, e di sudori,
     Sparso d’ossa insepolta, e d’altri orrori,
     Ti rendon d’aspro Marte i fieri orgogli.
Così rida, la pace alle tue sponde,
     10Ove le sacre Ninfe spaventate
     Più non osano alzar le trecce bionde!
I miei caldi sospir deh! per pietate
     Odi, ed ergendo il bianco crin dall’onde
     Dimmi: Vedrò mai le luci amate?


II


O de’ fuggiti miei dolci contenti,
     A cui tristo il pensier fa ognor ritorno,