Apri il menu principale

59



III


Vidi (ahi memoria rea delle mie pene!)
     In abito mentito io vidi Amore
     Ampio gregge guidar, fatto pastore,
     Al dolce suon delle cerate avene.
5Il riconobbi all’aspre sue catene
     Ch’usciano un poco al rozzo manto fuore;
     E l’arco vidi che il crudel signore
     Indivisibilmente al fianco tiene.
Onde gridai: Povere greggi! ascoso
     10Il lupo in vesta pastoral fuggite,
     Pastor, fuggite il suono insidioso.
Allora Amor: Tu, che le insidie ordite
     Scopristi, ed ami sì l’altrui riposo,
     Tutte prova in te sol le mie ferite.


IV


Poichè di nuove forme il cuor m’ha impresso,
     E fattol suo simil la mia Nicea
     Con uno sguardo, onde non sol potea
     Far bello un cor ma tutto’l mondo appresso,
5Da quel letargo, ove pur dianzi oppresso
     Dalle fallaci brame egro giacea,
     Si scuote sì, così s’avviva e bea,
     Che a chi conobbe più non par quel desso
Fortunato mio cor, più quel non sei:
     10E salendo per l’orme degli eroi,
     Stai per nuova virtù non lunge ai Dei
Gentilezza e valor son pregi tuoi:
     Nè già te lodo, anzi pur lodo lei,
     E solo in te l’opra degli occhi suoi.


V


Tra i lascivi piacer dell’empia Armida
     Giace in ozio avvilito il buon Rinaldo:
     Ed ei, ch’,in guerra fu sì ardito e baldo,
     Or torpe in sen d’una fanciulla infida.