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Piè-di-Mulera, Castiglione. 73

fa maraviglia a chi sa che essendo Piacenza la più cospicua colonia romana della Gallia Cisalpina, ad essa riportar soleano i romani e greci scrittori ciò che questi paesi risguardava.

Nell’andare da Cima-mulera a Castiglione si passa sur un filone di trappo. Da Castiglione viensi, discendendo alquanto, ai Mulini di Calasca, lasciando in alto il paese di questo nome, presso il quale vi sono miniere d’oro di facil lavoro, per esser la pirite aurifera entro la pietra ollare. Ivi fra lo scisto argilloso trovasi un filone di marmo nericcio, adoperato specialmente a farne calce. Simili filoni sono non infrequenti nelle Alpi; ed è rimarchevole che non contengono mai corpi marini.

Oltre i Mulini, nell’avvicinarsi all’Anza, viensi presso la superba cascata di Valbianca, che ben può stare a fronte delle tanto vantate cascate del Faucignì e del Vallese.

Presso al villaggio di Ponte-grande, bello a vedersi è il ponte piantato sur un enorme masso di granito corroso nel messo dall’acqua: e notisi che il nocciolo del monte non è qui di granito ma di scisto o gneiss: onde questo, come altri innumerevoli massi granitosi devono credersi caduti da vette, che il tempo o qualche disastro ha fatte precipitare. Stando in mezzo al ponte vedasi Monte-Rosa nel-