Pagina:Verga - Teatro, Milano, Treves, 1912.djvu/26

16 Cavalleria rusticana


Compar Alfio

(alla gnà Nunzia).

E diciotto, a voi! Buon pro vi facciano.

(s’avvia per andarsene dond’è venuto).

Gnà Nunzia.

O dove l’avete visto mio figlio Turiddu, compar Alfio?

Santuzza

(piano, dandole una strappata alla veste).

Non gli dite nulla, per carità!

Compar Alfio

(tornando indietro).

L’ho visto dalle mie parti, all’alba, mentre arrivavo a casa mia. Egli andava correndo, come avesse fretta, e non si accorse di me. Volete che ve lo mandi, se l’incontro?

Gnà Nunzia.

No, no. (compar Alfio via. A Santuzza). Perchè mi hai fatto segno di star zitta?

(Santuzza non risponde e china il capo.)


Gnà Nunzia.

Ah!... Cosa ti salta in mente?