Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/252

234 L e t t e r e

posito il fare qualch’altra amorevole riflessione sopra il libro del conte di Caylus. Egli ha scritto con quel gran giudizio, che consiste nella savia cautela di non arrischiarsi troppo; e si vede, che molte volte cammina quasi sopra

..... ignes
Suppositos cineri doloso1.

Egli è il primo, a cui tocca la bella gloria d’essersi incamminato per entrare nella sostanza dello stile dell’arte de’ popoli antichi2. Ma il voler fare ciò a Parigi è un impegno assai più superiore dell’assunto. Nel Tomo II. Tavola XXXIX. ci dà un disegno d’una figura comunicatogli da quello scultore, che ha da fare il modello per la statua equestre del re di Danimarca in bronzo, la quale si fa a spese della Compagnia delle Indie. Quella figura, che è ora nel Campidoglio, stava nel tempo, in cui Sully ne prese il disegno, presso ai Gesuiti a Tivoli; e la differenza da questo disegno a uno più esatto nel Museo Capitolino3, non ha fatto ravvisare all’autore, che la sua figura era la stessa, che quella. Vero è, che l’autore del Museo Capitolino, monsignor Bottari, non lo poteva istruire col suo ragionamento, non avendo saputo che dirne. Caylus pretende, che la statua sia de’ tempi antichissimi della Grecia, quando la scultura era somigliante a quella d’Egitto, come era la statua di Arrachione fatta nell’olimpiade lv., e descritta da Pausania4. Quanto a quella non è deciso, che l’atto per così dire egizio della statua d’Arrachione non fosse piuttosto un atto, con cui avesse dato una prova particolare della sua forza; mentre era simile all’atto, con cui era effigiato Mi-


lone


  1. Orazio Carm. lib. 2. od. 1. vers. 7. 8.
  2. Si veda l’elogio di Winkelmann nel Tom. I. pag. lxx. I tratti principali della di lui vita si possono leggere nel Journal encyclopedique stampato in Bouillon, année 1773. Tom. I. par. 2. pag. 315. segg. Nacque in Parigi li 31. ottobre 1691., e vi morì alli 5. di settembre 1765.
  3. Tom. iiI. Tav. 81.
  4. Vedi qui avanti Tom. I. pag. 11. §. 15., Tom. iI. pag. 103.