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412 indice

xxii. Ad un Savina, suo amico 208
xxiii. Ad un amico che lo conforta ivi
xxiv. Al Redentore 209
xxv. A Dio redentore ivi
xxvi. Ad un amico innamorato 210
xxvii. A Lodovico Domenichi ivi
xxviii. In morte di un Artuso 211
xxix. Ad un nipote di Ermolao Barbaro ivi
xxx. Ad un amico, cui non sa lodare come vorrebbe 212
xxxi. A donna eccellente negli studi ivi
xxxii. Ad un amico saggio ed eloquente 213
xxxiii. Ad un gentile e cortese signore ivi
xxxiv. In morte di donna fiorentina 214
III. Rime del conte Collaltino di Collalto.
i. Respinto dalla sua donna, si dispera 215
ii. Allegoria: amore di donna instabile ed avara 216
iii. Per un fatto d’arme ivi
iv. Amerà sempre lei sola 217
v. Nessuna fiera è piú crudele della sua donna ivi
vi. Ad Elena, perchè abbia pietà di lui 218
vii. A Girolamo Muzio, in lode di Elena ivi
viii. Il pianto della sua donna 219
ix. Ella è miracolo di natura ivi
x. La sua donna è ribelle ad Amore ed invincibile 220
xi. A Lodovico Domenichi. Complimenti ivi
IV. Rime del conte Vinciguerra II di Collalto.
i. In morte di bella donna pag. 221
ii. Effetti mirabili della vista della sua donna 222
iii. Rivedendo l’amata ivi
iv. Giungendo a sera dov’ella dimora 223
v. Distacco doloroso (wi.) ivi
vi. Ad Anton Iacopo Corso 224
vii. Loda Venezia, patria della donna sua (canz.) 225