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Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/218


— No, no, — rispose ella, con voce dolente, — non mi ha punto maltrattata.

— Allora… — domandò lui, illividendo di collera gelosa — allora… il contrario?

— Niente, niente, — sussurrò ella, con la stessa voce dolente, come se fosse infranta per sempre.

Ma erano arrivati assai più avanti della scaletta che dal Corso conduce al palazzo Cariati, dove abitava la signora Eleonora. Avevano finanche oltrepassato l'hôtel Bristol e l'hôtel Bellevue e si trovavano in un lato del Corso assai campestre, assai deserto. Ella fu la prima ad accorgersene:

— Torniamo indietro, vi prego — supplicò, guardandolo coi suoi occhi timidi e dolci.

— Torniamo, — fece lui, vinto. — Ma mi direte che cosa egli vi ha fatto, per farvi piangere.

— Nulla, nulla.

— Ditemelo, signora Eleonora, ditelo al vostro migliore amico.

— Egli non è rientrato, stanotte. È da ieri mattina che non ritorna a casa, — scoppiò ella a dire, con un lamento di persona straziata.

Egli la guardò tacendo.

— Ma dove sta? — riprese ella, come se parlasse a sè stessa, come se continuasse ad alta voce un discorso interiore. — Che cosa fa? Perchè non torna a casa? Ha perduto ogni amore, ogni coscienza, ogni senso di pudore? O è forse in pericolo?