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atto terzo 47

cipe; abbiamo inteso tutto. — Sire, accogliete l’idea che più vi piace: mi se lo giudicate a proposito, dopo la rappresentazione la regina sola lo stimoli a palesare i suoi dolori; essa lo scruti profondamente; mentr’io, se il concedete, starò in luogo dove possa intender tutto il loro colloquio. Se la madre pure non giunge a scoprir nulla, inviatelo allora in Inghilterra o rilegatelo in quel paese che la vostra prudenza riputerà più idoneo.

Re. Questo vo’ fare; che la follia ne’ grandi vuol essere sorvegliata con molta cura.     (escono)

SCENA II.

Altra stanza.

Entra Amleto con alcuni Commedianti.

Am. Ripetete questo discorso, vi prego, come l’ho profferito innanzi a voi con tuono facile e naturale; che se lo declamaste con enfasi, come fanno la maggior parte de’ nostri attori, amerei meglio averlo affidato a un banditore della città. Non fendete l’aria coi gesti; sian dolci tutti i vostri moti; imperocchè, fra il torrente, fra la tempesta, e potrei dire, fra il turbine della passione, dovete pensar sempre a conservar bastante moderazione e calma per addolcirne la foga. Nulla più mi fastidisce e m’indispone che l’udire uno Stentore in parrucca, dotato di tenaci polmoni, squarciare una passione in brani ch’ei rece nelle orecchie d’un uditorio ignaro e imbelle, cui solo i gridi talentano e le esagerazioni. Vorrei flagellare quel vostro Termagante1 onde insegnargli il modo di comportarsi. L’Erode del teatro non sia più furioso dell’Erode della storia; evitate, vene prego, un tal difetto.

Com. Così farò, ne impegno il mio onore.

Am. Nè siate tampoco freddo; ma la intelligenza vi serva di guida; comparate l’azione al discorso e il discorso all’azione badando di non varcare i limiti della decenza e della verità. Chi si allontana da tal regola, si allontana dallo scopo della rappresentazione drammatica, scopo che fu, fin dalla sua origine, ed è anche oggi, quello di riflettere, come in uno specchio, la natura, di mostrare la virtù colle sue vere sembianze, il vizio colla sua turpe imagine, conservando ad ogni secolo, ad ogni tempo, la forma, il

  1. Termagante, divinità de’ Saraceni, che nelle antiche rappresentazioni, chiamate moratità, menava un rumore da energumeno. Percy.