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atto terzo 335

sconde in quella pezzuola... Oh quale disavventura fu la mia di averla smarrita!

Emil. Non è in un anno o due che ci è dato di conoscere il cuore d’un uomo: da principio e’ sono famelici, e non veggono in noi che una preda che la loro passione divora; poi, sazii del godimento, con avversione ci respingono. Vedete: Cassio e mio marito si avanzano.     (entrano Jago e Cassio)

Jago. (a Cassio) Non avete che questo mezzo; ella sola può ottenerlo... Eccola; approfittate del bell’incontro; gettatevi a’ suoi piedi.

Desd. Cassio, che v’è? qual nuovo motivo vi conduce?

Cass. La mia antica preghiera, signora. Fate, ve ne supplico, che, mercè la generosità vostra, io riabbia l’ufficio mio, e riacquisti l’amicizia di un duce che onoro, e a cui il mio cuore è tanto stretto. Vorrei ottenere tosto questo perdono. Se la mia offesa è sì grave, che nè i miei presenti dolori, nè i miei passati servigi, nè quelli che mi fo un debito di rendere per l’avvenire, valgano a ripormi nella grazia sua, sapere almeno la mia condanna è giustizia che mi è dovutale allora, conformandomi alla mia dura necessità, seguirò un’altra strada, e mi abbandonerò alla fortuna.

Desd. Oimè, buon Cassio! l’anima sua più non si armonizza al suono delle mie preghiere1. Il mio sposo non è più il mio Otello! nè saprei riconoscerlo, se i suoi lineamenti fossero così cambiati, come lo è il suo cuore. Tutti gli angeli del Cielo mi siano propizii, com’è vero che io parlai in vostro favore il meglio che potessi, e che soffrii sdegnose ripulse per l’ufficio mio!... Pazientate anche qualche tempo: tutto che posso, farò; imprenderò per voi quello che non ardirei per me medesima. — Questo vi basti, buon Cassio.

Jago. Il generale è forse sdegnato?

Emil. Uscì or ora stranamente conturbato.

Jago. Conturbato? Vidi il cannone fare strage delle sue schiere, e a guisa di demone portargli in aria un fratello che gli stava al fianco... Otello conturbato? Convien dire che una cagione ben grave... Andrò da lui: se è sdegnato, lieve non ne può essere la cagione.

Desd. Deh! fatelo, vi prego. — (Jago esce) Senza dubbio novelle di Stato giunte da Venezia turbarono la serenità della sua anima; oppure qualche cospirazione dell’isola, che gli fu rivelata... In siffatte crisi il mal talento degli uomini non versa solo

  1. My advocation is not now in tune.