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150 giulio cesare

daro. (Messala esce; Titinio s’appressa al corpo di Cassio) Perchè m’inviasti lungi da te, generoso amico? Non pervenni io forse dove mi avevi spedito? Non n’ebb’io questo alloro di vittoria, perchè ne cingessi la tua fronte? E le grida con cui m’acclamarono, non a te pervennero? Oimè! funestamente interpretasti al certo ogni cosa. Ma abbiti nondimeno questa ghirlanda intorno alla chioma; il tuo Bruto m’accomandò di dartela, nè frustrerò il suo comando. — Or vieni, Bruto, vieni, e impara quanto io onorassi Cassio. Eterni Dei, concedetelo; è debito ad un Romano; e tu, spada, che fumi ancora del sangue d’un eroe, trapassa ora il cuore d’un uomo a cui è fatta odiosa la vita, dacchè l’amico perde. (si trafigge, e muore; cresce il romore delle armi; rientrano ad accorr’uomo Messala, Bruto, il giovine Catone, Stratone, Volunnio e Lucilio).

Br. Dov’è il suo cadavere, Messala?

Mess. Là in fondo, signore; e Titinio vi geme accanto.

Br. L’anima di Titinio pare assorta in cielo.

Cat. Il misero morì?

Br. Oh Giulio Cesare, ben sei potente ancora, se la tua ombra vagante intorno a noi ne sforza ad immergerci nelle viscere il ferro!

Cat. Generoso Titinio! pria di morire volle coronar Cassio.

Br. Son ora nel mondo due Romani simili a questi? Oh! tu l’ultimo de’ Quiriti, addio; riposa in pace. Roma non più genererà uomo che a te somigli. Amici, ho debito di più lagrime verso questo estinto, che non mi vediate versarne; ma il dì verrà, in cui spanderolle a torrenti. Venite ora, e recate questa fredda salma a Tasso, dove solo se le renderanno le debite esequie, per non iscorare l’esercito. — Seguimi, Lucilio; e tu ancora, giovine Cato: torniamo sul campo di battaglia a tentar l’ultima fortuna con mischia accanita, disperata, ferocissima.     (escono)


SCENA IV.

Altra parte del campo.

Romor d’armi. Entrano combattendo soldati d’entrambi gli eserciti; quindi Bruto, Catone, Lucilio, ed altri.

Br. Valorosi concittadini, non rimettete dell’ardir vostro.

Cat. Qual vile lo vorrà? Seguitemi, generosi. Griderò il mio