Apri il menu principale

Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/156


atti della società italiana di numismatica 149
Du pretendu atelier carolingien de Venasque. — La Monnaie de Jovinzien ou Saint-Donat. — De la circulation des florins d’Utrecht en Dauphiné, à Avignon et dans le Comtat.

Le vive polemiche suscitate dal dialogo sull'autenticità degli aurei di U. Antonino, ultimamente pubblicato nella Rivista, formano materia a lungo discorrere fra i convenuti, i quali nella loro maggioranza ammettono l’opinione dell’autore dell’articolo, deplorando come lo studio della numismatica sia intralciato da tante falsificazioni e augurando che una discussione aperta e una critica leale possano mettere in chiaro molte cose ancora avvolte nel mistero.

La discussione poi si estese in certo modo al di là della cerchia dei convenuti, poiché l’autore del dialogo diede comunicazione di parecchie lettere di noti numismatici esteri, pervenutegli dopo la pubblicazione della Rivista, Mentre alcuni si associano completamente alle sue idee, qualche altro, riservandosi il giudizio sull’autenticità di tutti o di alcuni fra quegli aurei, ammette come indiscutibilmente provato che l’epoca da assegnarsi al regno di Uranio Antonino non può essere certamente quella finora ritenuta; ma va portata innanzi, come emerge dalle ragioni esposte nel dialogo stesso. Di questa opinione è il Presidente della Società Numismatica di Londra, il quale in una sua lettera all’autore del dialogo scrive: "Quantunque io non possa accettare tutte le sue conclusioni, sono costretto a convenire con lei che, se tutte le monete di Uranio sono genuine, esse non possono essere state coniate prima del tempo di Filippo. Noi siamo quindi tratti a supporre o che Zosimo commise un doppio errore facendo Antonino e Uranio pretendenti al trono all’epoca di Alessandro Severo, o che queste monete siano state coniate da un altro pretendente il quale, secondo lo stesso Zosimo, si ribellò contro Gallieno.„

Ma ammessa tale seconda ipotesi, parebbe ancora più difficile concordare il tipo delle monete d’Uranio con quello delle monete contemporanee, e la questione risorgerebbe sotto altri aspetti.