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IL CUOR RIVELATORE

È vero! io sono un uomo nervosissimo, superlativamente nervoso; lo son sempre stato: ma, e perchè pretendereste voi ch’io fossi folle? Le sofferenze han maggiormente acuito i miei sensi, non distrutti, nè spuntati. Ed io aveva, quanto altri mai, il senso dell’udito finissimo. Intesi e divinai tutte cose del cielo e della terra; moltissime divinai ed intesi dell’inferno stesso. E perchè dunque sarò io folle? Attenti; e badate bene con qual senno, con quale calma son io in grado di narrarvi questa storia.

Non è possibile dire in qual maniera l’idea mi entrasse primieramente in capo; ma, una volta concepita, vi si fissò dì e notte; non n’uscì più. Obbietto, non ve n’era, e la passion non ci aveva a che fare. E io l’amava, l’onesto vecchio: non m’aveva mai fatto fil di male, nè insultato mai. Nè pativa invidia alcuna del molto suo oro, — del molto suo oro.

Donde la mia mala disposizione? — donde?