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Tòcchi di ragazze, grazie a Dio, che meriterebbero di diventar tutt’e quattro regine! Chi le direbbe nate da un uomo come quello lí?

Il signor Palmiro, vedendosi indicato, volta subito la faccia e si mette a fischiettare.

Fischia, sí, fischia! Ah caro, un po’ di grisou, guarda, cosí com’io mi prendo un pizzico di rapè, un po’ di grisou nelle narici te lo dovrebbe mettere la tua zolfara: sí, caro, che ti lasci lí stecchito e mi ti levi una buona volta davanti agli occhi!

Totina (accorrendo con Dorina a trattenerla). Per carità, mammà, non cominciare!

Dorina (a un tempo). Lascialo perdere, lascialo perdere, mammà!

L’attrice caratterista. Fischia, lui, fischia.

Poi, levandosi dalla parte, al Dr. Hinkfuss:

Mi par che coli liscio com’un olio, no?

Il dottor Hinkfuss (con un lampo di malizia, trovando lí per lí la via di scampo per salvare il suo prestigio). Come il pubblico avrà capito, questa ribellione degli attori ai miei ordini è finta, concertata avanti tra me e loro, per far piú spontanea e vivace la presentazione.

A questa uscita mancina, gli attori restano di colpo come tanti fantocci atteggiati di sbalordimento. Il Dottor Hinkfuss lo avverte subito: si volta a guardarli e li mostra al pubblico:

Finto anche questo loro sbalordimento.

Il primo attore (scrollandosi, indignato). Buffonate! Io prego il pubblico di credere che la mia protesta non è stata affatto una finzione. (Scosta come prima la tenda, e se ne va furioso).

Il dottor Hinkfuss (subito, come in confidenza, al pubblico). Finzione, finzione anche questo scatto. All’amor proprio d’un attore come il signor... (ne pronuncia il nome) tra i migliori della nostra scena, io dovevo pur concedere qualche soddisfazione. Ma voi capite che tutto quanto avviene quassú non può esser che finto. (Voltandosi all’Attrice Caratterista). Séguiti, seguiti, signora... (c. s.) Va benissimo. Non potevo aspettarmi meno da lei.